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“Quel biodiesel è una truffa”

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di | Pubblicato il 23 Aprile 2007

A sorpresa, la Società dell’industria chimica (Sci), un’organizzazione internazionale con sede a Londra, si schiera con Fidel Castro: come il leader cubano – seppure per motivi diversi – anche la Sci è convinta che il biodiesel, il carburante alternativo al gasolio tradizionale, non sia la soluzione ideale per ridurre la produzione di gas serra. Su Chemistry & Industry, l’organo ufficiale della Sci, appare infatti uno studio secondo cui i biocarburanti non solo non ridurrebbero l’apporto di gas serra nell’atmosfera, ma al contrario rischiano di aumentare le emissioni, soprattutto se si considerano tutte le fasi di produzione, e non solo la combustione nel motore.

Secondo lo studio, condotto dagli analisti di Sri Consulting, società specializzata nelle ricerche per l’industria chimica mondiale, il biocarburante prodotto dai semi di colza coltivata su larghi appezzamenti di terreno emette più o meno le stesse quantità di gas serra (gas equivalenti alla CO2) del diesel tradizionale per ogni chilometro di percorso.

Questo accade perché i carburanti tradizionali emettono la gran parte di gas serra (l’85 per cento) nella fase finale, cioè durante la combustione, e non durante l’estrazione o la raffinazione. Viceversa, i due terzi delle emissioni prodotte dai biocarburanti derivati dai semi di colza avvengono nella fase della coltivazione, quando le piante emettono biossido d’azoto, che è dal punto di vista ambientale dalle 200 alle 300 volte più nocivo dell’anidride carbonica. Sarebbe assai più utile, concludono gli analisti, riforestare i terreni utilizzati per le piantagioni di colza, e ridurre di un terzo i danni provocati dai diesel tradizionali.

Lo studio potrebbe avere ripercussioni sulle politiche del vecchio continente: la direttiva europea del 2003 sui biocarburanti prevede infatti un aumento dell’uso di biodiesel per trasporti, dal 2 al 5,75 per cento del totale entro il 2010. E a gennaio la Commissione ha annunciato, per la stesa data, un ulteriore aumento del 10 per cento.

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