Temi HI TECH, Salute

Gli auricolari che salvano l’udito

0
di Lorenzo Mannella | Pubblicato il 13 Maggio 2011
auricolari-adel.jpg

Si chiama ‘listener fatigue‘ ed è lo sgradevole effetto collaterale che colpisce alcune persone dopo un prolungato ascolto di musica attraverso gli auricolari. Una soluzione al problema potrebbe arrivare da un nuovo tipo di cuffiette che gli ingegneri della AsiusTechnologies di Longmont (Usa), guidati da Stephen Ambrose, presenteranno a Londra sabato 14 maggio, in occasione della 130ma convention della AudioEngineering Society. La nuova tecnologia promette di ridurre tutte le sollecitazioni sonore sgradevoli per i timpani grazie a un semplice palloncino.

Gli studiosi hanno realizzato diversi modelli teorici dimostrando che, nello spazio chiuso tra la cuffia e il timpano, le onde sonore producono una pressione oscillante che mette a dura prova i piccoli muscoli alla base del ‘riflesso acustico’. Grazie a questo meccanismo di difesa, l’orecchio scherma i suoni riducendoli di circa 50 decibel prima di trasmetterli dal timpano alla coclea. L’effetto che ne risulta causa una percezione ridotta del suono, che induce ad alzare il volume della musica. Lo sforzo dei muscoli di difesa aumenta vertiginosamente tanto da far sì che i sintomi di ‘listener fatigue’ si manifestino sotto forma di un fastidio più o meno pronunciato.

Per contrastare questo effetto, Ambrose e il suo team hanno pensato di realizzare un auricolare dotato di un cuscinetto esterno per frenare l’impatto delle onde sonore dirette verso il timpano. Il nuovo sistema – Ambrose Diaphonic Ear Lens (Adel) – si serve di una minuscola pompa che sfrutta la pressione generata dalle onde sonore per gonfiare una membrana protettiva all’interno dell’orecchio. Questo palloncino, a base di un polimero elastico, agisce come un secondo timpano in grado di dissipare l’eccesso di onde sonore senza il bisogno di stressare i muscoli del riflesso acustico. Oltre a migliorare la qualità audio, gli auricolari Adel ridurrebbero sensibilmente la ‘listener fatigue‘.

L’idea della Asius è stata valutata positivamente dalla National Science Foundation (Nsf), che ha deciso di finanziarla. “I dispositivi di Ambrose hanno subito attirato la nostra attenzione” – ha dichiarato Juan Figueroa, responsabile del programma di sviluppo tecnologico dell’Nsf – “le possibilità che offrono nel filtrare le onde sonore per i dispositivi audio rappresentano un avanzamento tecnologico in grado di migliorare il  benessere della società”.

Commentilascia un commento

Nessun commento, per ora.

Lascia un commento