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Psoriasi: per curarsi bisogna conoscerla

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di Chiara Pagnotti | Pubblicato il 19 Aprile 2012

Sono 125 milioni di persone in tutto il mondo – 2,5 solo in Italia - ad essere affette da psoriasi. Per questa malattia cronica, che può influire molto sulla qualità della vita di chi ne è affetto, ancora oggi non esiste una terapia definitiva, ma trattarla e combatterla è possibile. Più difficile, spesso, è abbattere le barriere del pregiudizio e della cattiva informazione che la circondano. Per questo l’A.DI.PSO (Associazione per la Difesa degli Psoriaci) ha promosso la campagna di sensibilizzazione “Che ne sai di Psoriasi? Conoscerla per urarla”.

Due i fronti di battaglia. Il primo è combattere la discriminazione, ancora molto forte, nei confronti dei malati. Per aiutare il paziente ad affrontare la malattia è necessario toglierlo innanzitutto dall’isolamento al quale la società lo costringe e che, spesso, lo induce a nascondere l’insorgere del problema. Per questo motivo la campagna dell’associazione, oltre a essere promossa grazie a due divertenti video (vedi sopra e sul sito www.momentinfo.net) con protagonisti dei veri pazienti, prevede numerosi incontri rivolti al pubblico, per scardinare quelle false convinzioni che ruotano intorno alla psoriasi. Prima tra tutte che si tratti di una malattia contagiosa.

Il secondo obiettivo della campagna è aiutare i pazienti a non sottovalutare la patologia quando questa si presenta in forme cosiddette lievi o moderate, ma a trattarla nel modo più efficace. I dati parlano chiaro: solo il 58 per cento degli psoriaci si reca dal medico e l’85 per cento dichiara di usare o aver usato prodotti quali creme emollienti o shampoo antiforfora, del tutto non idonei al trattamento della malattia. La stagione estiva in arrivo è un problema in più: se in molti casi l’esposizione al sole porta un notevole beneficio, bisogna avere più accortezze. Per questo l’A.DI.PSO ha messo a punto un decalogo di indicazioni per godere appieno dell’estate, alcuni dei quali possono essere utili a tutti, non solo ai pazienti.

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