La sonda Juno sta per arrivare su Giove

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(credits: : NASA/JPL-Caltech)

È stato un lungo viaggio per Juno, la sonda della Nasa lanciata il 5 agosto 2011: dopo 5 anni percorsi ad attraversare il Sistema Solare, la sonda arriverà su Giove il 4 luglio di quest’anno, collocandosi in un’orbita polare e raccogliendo dati su composizione, gravità e campo magnetico del pianeta. Dati che riveleranno preziose informazioni sulla struttura profonda del gigante gassoso. La sonda orbiterà Giove circa 32 volte, a una distanza di meno di 5 mila chilometri dalle nubi più alte del pianeta. Un punto mai raggiunto prima.

Lo scopo principale di Juno è quello di cercare possibili indizi sulla formazione del pianeta, e di conseguenza sull’infanzia del nostro sistema planetario. In particolare, la sonda si occuperà di stimare la quantità di acqua contenuta nell’atmosfera di Giove e di misurarne la composizione, la temperatura e il movimento delle sue nubi, tutti dati importanti per capire quali modelli di formazione planetaria si adattano meglio al pianeta. Per fare questo, Juno è equipaggiata con un radiometro, un magnetometro, rivelatori di particelle e due spettrometri, oltre a una macchina fotografica a colori chiamata JunoCam, su cui i visitatori del sito Mission Juno possono esprimersi per orientare in direzioni diverse.

La sonda sta viaggiano a una velocità di 27 chilometri al secondo (relativamente alla Terra), e ha percorso quasi 3 miliardi di chilometri dal giorno suo lancio. La sera del 4 luglio (la mattina del 5 in Italia), la sonda accenderà il suo motore principale per 35 minuti per collocarsi in orbita attorno al pianeta.

Gli scienziati non si aspettano problemi da parte di Juno ma potrebbero esserci complicazione causate da Giove, in particolare dall’immensa pressione esercitata dall’idrogeno presente sotto le sue nubi: l’idrogeno di fatto si comporta come un conduttore elettrico e potrebbe, combinato con la rotazione della sonda, generare un campo magnetico che a sua volta produrrebbe un gran numero di particelle quali elettroni, protoni e ioni che viaggiano a velocità vicine a quelle della luce. Muoversi in questo tipo di ambiente, ricco di particelle ad alte energie, vuol dire essere esposti a una grandissima quantità di radiazioni.

“Durante la sua missione, Juno sarà esposta all’equivalente di 100 milioni di radiografie dentali,” ha commentato Rick Nybakken, project manager della missione, “Ma noi siamo pronti. Abbiamo preparato un’orbita attorno a Giove che minimizza l’esposizione alla radiazioni. Questa orbita dovrebbe permetterci di sopravvivere abbastanza a lungo da ottenere i dati che abbiamo viaggiato tanto a lungo per raccogliere”.

Riferimenti: Nasa

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