Dossier: Alternativa sostenibile?
Ecco il carburante ecologico
0Il gasolio diesel ricavato da piante e animali potrebbe ridurre del 25 per cento le emissioni inquinanti. Lo affermano i ricercatori dell’Università del West Virginia che hanno messo a punto una miscela composta per il 35 per cento da oli vegetali e grassi animali e per il restante 65 da carburante convenzionale. Il “cocktail biologico” rilascia una quantità minore di monossido di carbonio e di idrocarburi rispetto al propellente analogo ricavato dal petrolio. “Il cosiddetto biodiesel ha lo stesso rendimento di quello normale ed è adatto a tutti i motori diesel”, afferma Mridul Gautam, capo del team di ricerca. E aggiunge: “il suo utilizzo potrebbe inoltre ridurre notevolmente il consumo di petrolio e migliorare la qualità dell’aria, abbassando del 14 % l’emissione di monossido di carbonio e del 10% quella di idrocarburi”. Ciò sarebbe dovuto al più alto contenuto di ossigeno del biodiesel, che consente al carburante di bruciare completamente e quindi di ridurre le emissioni (v.p.)
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Indice del dossier
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Ecco il carburante ecologico
22 Marzo 2000 -
Benzina all’olio di soia
22 Giugno 2002 -
Biomassa, non benzina
03 Dicembre 2004 -
Etanolo nel motore
03 Febbraio 2006 -
Sopravvivere senza petrolio
03 Ottobre 2006 -
Biomateriali ai nastri di partenza
27 Ottobre 2006
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Il tempo è una sfida per la comunicazione scientifica. Rendere conto di questa complessa variabile nel racconto della scienza è un compito che i comunicatori sono chiamati a svolgere con chiarezza e rigore, senza mancare però di affascinare e coinvolgere il pubblico. Grazie alla partecipazione di esperti di comunicazione, l’incontro punterà l’attenzione sui diversi modi in cui è possibile parlare del tempo nella scienza, a partire da tre particolari aree di interesse così da offrire il più ampio scenario possibile: la fisica, con la teoria del Big Bang; l’evoluzione, con la storia del viaggio attraverso il tempo dell’essere umano; la medicina narrativa, che usa i tempi del racconto della malattia per migliorare la condizione del paziente. -
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Lo “stress” è legato alle fantasie sul futuro: anche se in un dato momento proviamo un grande disagio, non ci sentiamo molto stressati a meno di non immaginare che il disagio si protrarrà nel tempo. Tre milioni di anni fa, i nostri antenati erano in competizione con altri animali selvatici nella savana africana. Essi sopravvissero perché ereditarono una risposta di “combattimento o fuga” che li aiutava ad affrontare l’emergenza con azioni tempestive in caso di minaccia, e perché svilupparono la capacità di pensare al passato, immaginare il futuro e pianificare azioni di conseguenza. Mentre questi sistemi, presi singolarmente, contribuivano in maniera efficace al miglioramento della sopravvivenza, operando insieme sono diventati una fonte di stress continuo. Fortunatamente molte culture umane hanno finito col trovare dei modi per allenare la mente a sospendere questa costante pianificazione della sopravvivenza, astrarsi dal flusso di pensieri e assaporare il momento presente. Questa conferenza esplorerà i modi in cui la scienza moderna sta adattando queste tecniche antiche per alleviare lo stress del mondo moderno.vai al sito galileoedit.it -
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