Dossier: Manuale per Lhc
Chiusura definitiva del Lep
0Dopo undici anni di attività l’acceleratore di particelle Lep è stato spento definitivamente. Lo ha annunciato oggi Luciano Maiani, direttore generale del Cern, il centro europeo di fisica delle particelle. Il Lep, la cui chiusura era prevista per lo scorso settembre, aveva continuato a lavorare in questi mesi in seguito all’osservazione di eventi che avrebbero potuto provare l’esistenza del bosone di Higgs. Le misure erano tuttavia poche e ancora da confermare. Da ciò era nata la richiesta da parte di molti fisici di far funzionare l’acceleratore ancora per un anno. Con la decisione odierna si delega interamente la ricerca e lo studio di questa particella al nuovo acceleratore Lhc, la cui costruzione è subordinata allo smantellamento del Lep. Che non inizierà prima del prossimo dicembre, quando il consiglio direttivo del Cern dovrà confermare la decisione. “Le misure di precisione fatte dai quattro esperimenti condotti in questi 11 anni al Lep – si legge nel comunicato stampa del Cern – hanno consentito di porre su solide basi il modello standard, la teoria che descrive il comportamento delle particelle”. (ma.gia.)
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Indice del dossier
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Acceleratore in Rete
17 Ottobre 2007 -
Chiusura definitiva del Lep
08 Novembre 2000 -
Lep: cronaca di una chiusura annunciata
18 Novembre 2000 -
Nuovo salto di energia per il Lep
02 Novembre 1996 -
Caccia al pentaquark
06 Maggio 2005 -
Più pesante del previsto
11 Giugno 2004 -
Più vicini alla “particella di Dio”
09 Gennaio 2007 -
Stringhe da laboratorio
06 Maggio 2000 -
Un Big Bang in bottiglia
30 Settembre 2000 -
Magnete gigante al Cern
01 Marzo 2007 -
Lavori in corso al Cern
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Francesco Cavalli Sforza
Stefania Polvani
Moderatore Elisa Manacorda, Galileo
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Il tempo è una sfida per la comunicazione scientifica. Rendere conto di questa complessa variabile nel racconto della scienza è un compito che i comunicatori sono chiamati a svolgere con chiarezza e rigore, senza mancare però di affascinare e coinvolgere il pubblico. Grazie alla partecipazione di esperti di comunicazione, l’incontro punterà l’attenzione sui diversi modi in cui è possibile parlare del tempo nella scienza, a partire da tre particolari aree di interesse così da offrire il più ampio scenario possibile: la fisica, con la teoria del Big Bang; l’evoluzione, con la storia del viaggio attraverso il tempo dell’essere umano; la medicina narrativa, che usa i tempi del racconto della malattia per migliorare la condizione del paziente. -
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Introduce: Lorenzo Mannella, Galileo
Lo “stress” è legato alle fantasie sul futuro: anche se in un dato momento proviamo un grande disagio, non ci sentiamo molto stressati a meno di non immaginare che il disagio si protrarrà nel tempo. Tre milioni di anni fa, i nostri antenati erano in competizione con altri animali selvatici nella savana africana. Essi sopravvissero perché ereditarono una risposta di “combattimento o fuga” che li aiutava ad affrontare l’emergenza con azioni tempestive in caso di minaccia, e perché svilupparono la capacità di pensare al passato, immaginare il futuro e pianificare azioni di conseguenza. Mentre questi sistemi, presi singolarmente, contribuivano in maniera efficace al miglioramento della sopravvivenza, operando insieme sono diventati una fonte di stress continuo. Fortunatamente molte culture umane hanno finito col trovare dei modi per allenare la mente a sospendere questa costante pianificazione della sopravvivenza, astrarsi dal flusso di pensieri e assaporare il momento presente. Questa conferenza esplorerà i modi in cui la scienza moderna sta adattando queste tecniche antiche per alleviare lo stress del mondo moderno.vai al sito galileoedit.it -
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