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11 Febbraio 2012 | ultimo aggiornamento circa 16 ore fa
Temi salute

Più cibo per ossa forti

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di Gianfranco Criscenti | Pubblicato il 15 Dicembre 2001 00:00

L’osteoporosi, patologia metabolica dell’osso caratterizzata dalla perdita della componente minerale e della matrice ossea, colpisce almeno un terzo delle donne (dopo la menopausa) e in misura minore gli uomini. Oggi, nonostante i progressi della ricerca, la migliore cura rimane ancora la prevenzione. Proprio per questa ragione è importante adottare uno stile di vita adeguato sin da giovanissimi. A favorire la predisposizione della malattia, oltre alla sedentarietà e al fumo (fattori ben noti), concorrono, sembra in maniera decisiva, le diete squilibrate. A puntare l’attenzione sui danni provocati all’osso dai reiterati tentativi di perdere necessariamente peso è Gianfranco Mazzuoli, clinico medico all’università “La Sapienza” di Roma e medico personale del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, durante un convegno tenutosi al Centro di cultura scientifica “Ettore Majorana” di Erice.

A essere incriminate sono le diete troppo rigide, quelle non equilibrate, che, spesso, riducono l’assorbimento dei minerali e si protraggono per lunghi periodi di tempo anche durante l’adolescenza. Le ragazze e le giovani donne che vogliono mantenersi in forma, quindi, devono fare molta attenzione evitando, in primo luogo, di ricorrere alle cosiddette diete fai da te che, fra l’altro, possono provocare squilibri metabolici seri con conseguenze sulla qualità della vita. “Al contrario”, spiega Mazzuoli, “una leggera obesità protegge dall’insorgenza dell’osteoporosi”. E una spiegazione scientifica c’è: “nel tessuto adiposo sono presenti alcuni precursori dell’estrogeno”, proprio quell’ormone che viene a mancare nella donna quando cessa il periodo fertile e insorge (fra i 45 e i 50 anni) la menopausa. Ma il clinico precisa che “i benefici si hanno se c’è soltanto qualche chilo in più, non oltre”. L’obesità conclamata, infatti, oltre a essere un fattore di rischio per numerose altre patologie, come quelle cardiovascolari, non svolge alcuna funzione preventiva. Particolare attenzione alla prevenzione dell’osteoporosi devono fare le donne sottoposte all’asportazione chirurgica delle ovaie. In questo caso, infatti, si simulano gli effetti provocati dalla menopausa.

Fumo e sedentarietà sono gli altri due principali fattori di rischio. Il primo perché agisce sul metabolismo degli estrogeni, la seconda perché riduce la capacità dell’osso di rigenerarsi. Ci sono poi fattori di rischio minori e, perché tali, non presi molto in considerazione: si tratta dell’uso eccessivo di cortisonici e lassativi. Entrambi sembrano influire negativamente sul metabolismo del tessuto osseo. Recenti studi dimostrerebbero che anche l’alcool influisce in maniera negativa sulla salute dell’osso. Tutti, comunque, possono adottare un semplice, efficace, rimedio che, sicuramente, aiuta ad avere una vecchiaia con meno acciacchi: una passeggiata al giorno. “Noi medici”, dice Serafino Mansueto, direttore dell’Istituto di Geriatria del Policlinico di Palermo, “dovremmo prescrivere a tutti i giovani una camminata al giorno: non è un’esagerazione. Il movimento costante nel tempo ha delle ricadute positive su tutto l’organismo, compreso il metabolismo dell’osso. Non è necessario praticare sport: basta non star seduti per ore davanti al televisore e farsi una salutare passeggiata. Per mantenere le ossa robuste è necessario un continuo stimolo meccanico”. Non è un caso, infatti, se dopo aver portato il gesso a un arto per 40 giorni, l’osso è più debole. La stessa cosa accade agli astronauti costretti all’immobilità, in assenza di gravità, per lunghi periodi di tempo. Attenzione però agli eccessi. “A maggior rischio di ammalarsi di osteoporosi”, spiega Mazzuoli “sono le donne che praticano, per esempio, sport agonistici e che vanno, spesso, incontro ad amenorrea”. La giusta misura, quindi, è sempre la migliore.

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Autore

Gianfranco Criscenti

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Nato a Palermo nel 1963, giornalista, con la passione per le Scienze, collabora - come cronista - con l'agenzia Ansa ed il Giornale di Sicilia. Da anni segue le attività delle Scuole internazionali della Fondazione e Centro di cultura scientifica ''Ettore Majorana'' di Erice.


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