Totale assenza di comunicazione
0Claudio Morici Matti slegatiStampa Alternativa, 2003pp. 126, euro 6,20Nel 1975 erano “Matti da slegare”. Oggi sono “Matti slegati”. In mezzo, tra il film documentario di Marco Bellocchio e il romanzo di Claudio Morici, 25 anni di riforma psichiatrica. Cosa è veramente cambiato con l’attuazione della legge 180, promossa da Franco Basaglia nel 1978? Sono ancora molte le questioni rimaste irrisolte e già si parla di un’ulteriore riforma, proposta dall’On. Alessandro Cè della Lega Nord e dall’On. Maria Burani Procaccini di Forza Italia, attualmente all’esame della Commissione Parlamentare. Nella teoria, dopo aver chiuso l’ultimo manicomio, nel giugno 2000, li si vorrebbe riaprire sotto il falso nome di “presidi residenziali”. Nei fatti, le antiche strutture di prigionia sono state solo sostituite con dei mini-manicomi, chiamati case famiglia, comunità alloggio e Cta. Così, dalla casa manicomiale di Colorno, nei pressi di Parma, ritratta da Bellocchio, ci spostiamo nella comunità alloggio, alle porte di Roma, descritta da Claudio Morici. Niente sbarre alle finestre, per questa prigione moderna, ma manca ancora l’integrazione del malato psichiatrico a cui mirava la riforma Basaglia. Fuori da questo ameno eremo psichiatrico c’è solo il deserto: “Intorno alla Comunità non c’è niente. D’estate questo niente va in fiamme e bisogna chiamare i pompieri. È l’evento più avvincente della stagione” (p.5).L’autore – che vanta un’esperienza pluriennale di assistenza psicologica ai malati mentali – ha scelto la via del romanzo, invece del saggio, per denunciare le lacune di un sistema che ha solo sostituito alla coercizione del malato la sua ghettizzazione. Sullo sfondo i guasti di una riforma che ha dato vita a forme improprie e illecite di assistenzialismo: cartelle-fantasma, pazienti-inesistenti, tangenti e finanziamenti dirottati a ben altro scopo da quello destinatogli. È lo spunto per costruire un giallo, lungo cui si muove, con un ritmo onirico e folle, la vita di tutti i giorni di una comunità alloggio. Andrea, il protagonista, non ha amici, mangia surgelati, colleziona video porno e s’improvvisa, da infermiere, agente segreto. Che differenza c’è tra la sua lucida consapevolezza e la follia dei suoi pazienti? Mentre Andrea scrive un libro-denuncia, il paranoico Crisantemo scrive lettere-denuncia al Papa. La differenza tra i due è data solo da quell’esile margine che si chiama realtà. E alla fine di tutto, forse, non resta neanche quello. Lo stile, rapido e fulminante come un piano-sequenza cinematografico, spiazza il lettore con inaspettate incursioni nel delirio. L’unica certezza a cui appellarsi è quella che separa il dentro dal fuori: tra i due mondi, c’è solo il silenzio, la totale assenza di comunicazione. E dal virtuale della follia al virtuale telematico, sul sito www.mattislegati.com è possibile trovare un inusuale accompagnamento alla lettura.
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