Dossier: Allarme frodi
Le bugie degli scienziati
0Non sempre gli scienziati si comportano correttamente. A dirlo è il rapporto del Committee on Publishing Ethics, il comitato per l’etica promosso da un gruppo di editori che stampano riviste mediche. Tra gli articoli che l’anno scorso sono apparsi su queste pubblicazioni gli editori hanno individuato 29 casi – pochi, ma non trascurabili – di condotta moralmente scorretta. Gli episodi contestati vanno dal vero e proprio plagio alla pubblicazione del medesimo articolo su più di una rivista. Non mancano neppure casi di tentata corruzione degli editori, né occasioni in cui gli scienziati hanno evitato di indicare i finanziatori della ricerca per nascondere possibili conflitti di interesse. Come accaduto per alcuni studi sul fumo passivo realizzati da uno scienziato grazie ai fondi messi a disposizione dalle multinazionali del tabacco. Soprattutto in ambito medico i comportamenti eticamente scorretti sono inaccettabili. Ma nei casi di cattiva condotta dello scienziato gli editori possono solo denunciare il ricercatore ai suoi supervisori o alla commissione etica dell’ente presso cui lavora perché prendano provvedimenti. Per questa ragione il comitato vuole ora stendere un codice di autoregolamentazione che chiarisca quali sono i comportamenti censurabili e quali i doveri degli editori. Un primo passo in tale direzione è già stato fatto: il rapporto ora presentato contiene una bozza del nuovo codice, ma la versione definitiva è attesa solo per i prossimi mesi. (g.p.)
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Indice del dossier
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Le bugie degli scienziati
04 Marzo 2004 -
Disonesti una volta su tre
10 Giugno 2005 -
Niente di vero tranne Snuppy
10 Gennaio 2006 -
Quello studio è un doppione
30 Gennaio 2008 -
Manuale per giovani ricercatori
04 Marzo 2008 -
L'uomo dietro il camice
17 Marzo 2008 -
Se la trasparenza è optional
07 Maggio 2008
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Moderatore Elisa Manacorda, Galileo
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Il tempo è una sfida per la comunicazione scientifica. Rendere conto di questa complessa variabile nel racconto della scienza è un compito che i comunicatori sono chiamati a svolgere con chiarezza e rigore, senza mancare però di affascinare e coinvolgere il pubblico. Grazie alla partecipazione di esperti di comunicazione, l’incontro punterà l’attenzione sui diversi modi in cui è possibile parlare del tempo nella scienza, a partire da tre particolari aree di interesse così da offrire il più ampio scenario possibile: la fisica, con la teoria del Big Bang; l’evoluzione, con la storia del viaggio attraverso il tempo dell’essere umano; la medicina narrativa, che usa i tempi del racconto della malattia per migliorare la condizione del paziente. -
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Lo “stress” è legato alle fantasie sul futuro: anche se in un dato momento proviamo un grande disagio, non ci sentiamo molto stressati a meno di non immaginare che il disagio si protrarrà nel tempo. Tre milioni di anni fa, i nostri antenati erano in competizione con altri animali selvatici nella savana africana. Essi sopravvissero perché ereditarono una risposta di “combattimento o fuga” che li aiutava ad affrontare l’emergenza con azioni tempestive in caso di minaccia, e perché svilupparono la capacità di pensare al passato, immaginare il futuro e pianificare azioni di conseguenza. Mentre questi sistemi, presi singolarmente, contribuivano in maniera efficace al miglioramento della sopravvivenza, operando insieme sono diventati una fonte di stress continuo. Fortunatamente molte culture umane hanno finito col trovare dei modi per allenare la mente a sospendere questa costante pianificazione della sopravvivenza, astrarsi dal flusso di pensieri e assaporare il momento presente. Questa conferenza esplorerà i modi in cui la scienza moderna sta adattando queste tecniche antiche per alleviare lo stress del mondo moderno.vai al sito galileoedit.it -
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