Dossier: Quel vento che rallenta la Terra
Oceani più caldi, uragani più forti
0Riuscire a comprendere i fattori climatici e ambientali che determinano l’intensità di uragani, tifoni o cicloni è una delle maggiori sfide della scienza. Secondo uno studio apparso su Science a firma di Carlos Hoyos, ricercatore dell’American Meteorological Society, la maggiore forza degli uragani riscontrata negli ultimi tempi è da imputare a un aumento della temperatura degli oceani. La tesi si basa sui dati del riscaldamento dei mari dal 1970 ad oggi, ottenuti mettendo insieme le informazioni climatiche degli ultimi decenni e i modelli dell’analisi statistica. Dai risultati è emerso che negli oceani in cui è sensibilmente cresciuta la temperatura negli ultimi anni si sono verificati i più violenti uragani, tutti di categoria tra 4 e 5. Tra gli altri fattori che si ritiene influenzino la formazione degli uragani ci sono la diminuzione dell’umidità tropicale, e i cambiamenti dei flussi ventosi e dei modelli di circolazione di correnti, che giocano un ruolo chiave nella variabilità delle temperature. (a.c.)
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Indice del dossier
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El Niño che sconvolge il mondo
25 Ottobre 1997 -
El Niño colpisce i leoni marini
01 Aprile 1998 -
I lunghi giorni del Niño
29 Maggio 1998 -
L'altalena del clima
01 Aprile 1996 -
Oceani più caldi, uragani più forti
16 Marzo 2006 -
Mai così caldo
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Raccontare il tempo e i tempi della scienza
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Raccontare il tempo e i tempi della scienza
Bruno Arpaia
Francesco Cavalli Sforza
Stefania Polvani
Moderatore Elisa Manacorda, Galileo
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Il tempo è una sfida per la comunicazione scientifica. Rendere conto di questa complessa variabile nel racconto della scienza è un compito che i comunicatori sono chiamati a svolgere con chiarezza e rigore, senza mancare però di affascinare e coinvolgere il pubblico. Grazie alla partecipazione di esperti di comunicazione, l’incontro punterà l’attenzione sui diversi modi in cui è possibile parlare del tempo nella scienza, a partire da tre particolari aree di interesse così da offrire il più ampio scenario possibile: la fisica, con la teoria del Big Bang; l’evoluzione, con la storia del viaggio attraverso il tempo dell’essere umano; la medicina narrativa, che usa i tempi del racconto della malattia per migliorare la condizione del paziente. -
Tempo e stress
FESTIVAL DELLE SCIENZE
Tempo e stress
Lectio Magistralis di Ronald D. Siegel
Introduce: Lorenzo Mannella, Galileo
Lo “stress” è legato alle fantasie sul futuro: anche se in un dato momento proviamo un grande disagio, non ci sentiamo molto stressati a meno di non immaginare che il disagio si protrarrà nel tempo. Tre milioni di anni fa, i nostri antenati erano in competizione con altri animali selvatici nella savana africana. Essi sopravvissero perché ereditarono una risposta di “combattimento o fuga” che li aiutava ad affrontare l’emergenza con azioni tempestive in caso di minaccia, e perché svilupparono la capacità di pensare al passato, immaginare il futuro e pianificare azioni di conseguenza. Mentre questi sistemi, presi singolarmente, contribuivano in maniera efficace al miglioramento della sopravvivenza, operando insieme sono diventati una fonte di stress continuo. Fortunatamente molte culture umane hanno finito col trovare dei modi per allenare la mente a sospendere questa costante pianificazione della sopravvivenza, astrarsi dal flusso di pensieri e assaporare il momento presente. Questa conferenza esplorerà i modi in cui la scienza moderna sta adattando queste tecniche antiche per alleviare lo stress del mondo moderno.vai al sito galileoedit.it -
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Dal videogioco per trovare la forma delle proteine a quello per classificare la morfologia delle galassie: con la citizen science, si gioca per contribuire alla ricerca.
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