Attento, il chip ti spia
0Una piattaforma hardware capace di monitorare le applicazioni e i file che avviamo sul nostro computer, impedendo in alcuni casi il lancio di un “eseguibile” o l’apertura di un documento. Un’architettura che trasforma il pc in una sorta di strumento di controllo in grado di dirci cosa possiamo o non possiamo fare con il computer. Fantascienza? Neanche per sogno. Una piattaforma di questo tipo già esiste, comincia a essere sul mercato e ha un nome e un cognome: Trusted Computing Platform (Tcp). Sviluppato dal Trusted Computing Group, un’alleanza di aziende hi-tech di cui fanno parte colossi del calibro di Hewlett-Packard, Ibm, Intel e Microsoft, il Trusted Computing è una tecnologia che utilizza hardware e software, basata sulla crittografia a chiave asimmetrica, per l’attuazione di meccanismi di controllo sui dispositivi digitali. Pensata inizialmente per contrastare gli attacchi informatici, impedendo per esempio a un virus di installarsi su un computer, la Tcp ora inizia a far paura ai paladini delle libertà digitali. La domanda, infatti, che ci si pone è: “Chi assicura che a un pc sia impedito solo di far girare un software maligno e non anche un programma open source, magari in diretta competizione con uno proprietario?”. Lo stesso Richard Stallman, noto informatico statunitense e uno dei padri del concetto di copyleft, riferendosi alle possibili limitazioni della Tcp ha dichiarato: “In passato si sono avuti problemi isolati per via di queste caratteristiche. Il Trusted Computing renderà tali fenomeni pervasivi. Un nome più appropriato potrebbe essere ‘treacherous computing’ (informatica infìda), proprio perché il progetto è quello di far sì che i computer disattendano sistematicamente le istruzioni del proprietario”. Per capire quali sono gli altri pericoli legati alla diffusione della Tcp abbiamo intervistato l’avvocato Andrea Monti, presidente dell’Associazione per la Libertà nella Comunicazione Elettronica Interattiva (Alcei). Avvocato Monti, quale sarebbe l’aspetto più grave di un controllo delle aziende informatiche sul pc dei propri clienti?“I colossi dell’Information Technology si stanno spingendo fin dove la Legge non si è mai immaginata di arrivare. Cioè impedire a un utente di utilizzare un software pirata o di vedere un film scaricato con un programma p2p”.Insomma, si stanno facendo giustizia da soli?“Sì. D’altronde le aziende di tecnologia sono abituate a imporre questo tipo di limitazioni. È il caso, per esempio, di Photoshop (software per il trattamento delle immagini, ndr.) che impedisce di “lavorare” immagini di banconote o delle fotocopiatrici di ultima generazione che si bloccano non appena si prova a copiare una moneta. La Tcp non è quindi che l’ennesima declinazione di questa strategia. Ma questa volta i rischi sono maggiori”.Perché?“Con l’arrivo di computer muniti di questa nuova piattaforma nascerà una divisione fra i computer, quelli con la Tcp e quelli senza. Si creeranno, quindi, due mondi che corrono il rischio di non potersi parlare perché alcuni supporteranno dei software che agli altri non sarà possibile caricare”.Ma non è legittimo che le aziende che sviluppano software proprietari facciano il possibile per tutelare i propri diritti d’autore?“Il punto non è questo. Non credo che le software house che stanno investendo miliardi in questo progetto lo stiano facendo solo per contrastare il mercato nero dei programmi. Non mi sembrerebbe sensato. Il problema è un altro: la Tcp rischia di diventare uno strumento per creare monopoli artificiali. In un mondo e in un mercato dove gli standard stanno diventando sempre più importanti, imporre i propri, consentendo solo ad alcuni software di girare, sarebbe un enorme vantaggio”.Il tutto in controtendenza con quanto sta succedendo nel mercato del software…“Esatto. Un trend cominciato alla fine degli anni Ottanta quando la Ibm decise di liberare le specifiche tecniche del personal computer. Fu l’inizio della diffusione e del successo del pc. Ora, invece, il pendolo sta tornando indietro. Usando una metafora si può dire che in previsione il mondo informatico potrebbe diventare di stampo feudale dove bisognerà pagare per far transitare le proprie soluzioni. In questi ultimi anni, invece, il mercato stava profondamente cambiando spostando la natura dei profitti dalla vendita dei prodotti alla fornitura di servizi. Con la Tcp, le cose potrebbero tornare all’antico. Magari rendendo più difficile l’utilizzo del pc e quindi riducendo la sua penetrazione tra le fasce meno alfabetizzate della popolazione”.
Leggi anche
-
Sulle tracce del malware
10 Marzo 2010 -
Virus al telefono
03 Aprile 2009 -
In commercio il primo computer quantistico
15 Febbraio 2007
Commenti lascia un commento
Nessun commento, per ora.Lascia un commento
Oggi su Galileo
-
Ma perché le zebre sono a strisce?
circa 19 ore fa -
Un farmaco anticancro contro l’Alzheimer
circa 23 ore fa -
Concordia: le immagini dello scafo in 3D
circa 23 ore fa
Sondaggio
Segui Galileo su
Galileo Servizi Editoriali
Parole per la scienza
Galileo servizi editoriali è un service giornalistico che realizza inchieste per le principali testate italiane, sviluppa progetti di comunicazione per le aziende e gli enti di ricerca, produce formazione universitaria, organizza mostre, eventi, conferenze, realizza pubblicazioni su carta e siti web. vai al sito di Galileo Servizi Editoriali-
Epatite C sei in trappola
L'ESPRESSO
Epatite C sei in trappola
Colpire il virus e impedire che si diffonda nell'organismo. Una nuova classe di farmaci cambia il destino di milioni di malati
vai al sito galileoedit.it -
Giochi da primate
NATIONAL GEOGRAPHIC KIDS
Giochi da primate
I piccoli di scimpanzé giocano esattamente come i cuccioli di umani: fanno le lotte e si sfidano a ruba bandiera. E nessuno si fa mai male seriamente
(continua a leggere su National Geographic Kids n.17)
vai al sito galileoedit.it -
Quelli che il twist
L'ESPRESSO
Quelli che il twist
A Greifswald, in Germania, è stat completata la struttura base di Wendelstein 7-X: il reattore che potrebbe rappresentare il piano B nel caso in cui ITER - il più grande esperimento sulla fusione termonucleare in corso - dovesse deludere le aspettative
(continua a leggere su L'Espresso n.5)
vai al sito galileoedit.it -
Raccontare il tempo e i tempi della scienza
FESTIVAL DELLE SCIENZE
Raccontare il tempo e i tempi della scienza
Bruno Arpaia
Francesco Cavalli Sforza
Stefania Polvani
Moderatore Elisa Manacorda, Galileo
vai al sito galileoedit.it
Il tempo è una sfida per la comunicazione scientifica. Rendere conto di questa complessa variabile nel racconto della scienza è un compito che i comunicatori sono chiamati a svolgere con chiarezza e rigore, senza mancare però di affascinare e coinvolgere il pubblico. Grazie alla partecipazione di esperti di comunicazione, l’incontro punterà l’attenzione sui diversi modi in cui è possibile parlare del tempo nella scienza, a partire da tre particolari aree di interesse così da offrire il più ampio scenario possibile: la fisica, con la teoria del Big Bang; l’evoluzione, con la storia del viaggio attraverso il tempo dell’essere umano; la medicina narrativa, che usa i tempi del racconto della malattia per migliorare la condizione del paziente. -
Tempo e stress
FESTIVAL DELLE SCIENZE
Tempo e stress
Lectio Magistralis di Ronald D. Siegel
Introduce: Lorenzo Mannella, Galileo
Lo “stress” è legato alle fantasie sul futuro: anche se in un dato momento proviamo un grande disagio, non ci sentiamo molto stressati a meno di non immaginare che il disagio si protrarrà nel tempo. Tre milioni di anni fa, i nostri antenati erano in competizione con altri animali selvatici nella savana africana. Essi sopravvissero perché ereditarono una risposta di “combattimento o fuga” che li aiutava ad affrontare l’emergenza con azioni tempestive in caso di minaccia, e perché svilupparono la capacità di pensare al passato, immaginare il futuro e pianificare azioni di conseguenza. Mentre questi sistemi, presi singolarmente, contribuivano in maniera efficace al miglioramento della sopravvivenza, operando insieme sono diventati una fonte di stress continuo. Fortunatamente molte culture umane hanno finito col trovare dei modi per allenare la mente a sospendere questa costante pianificazione della sopravvivenza, astrarsi dal flusso di pensieri e assaporare il momento presente. Questa conferenza esplorerà i modi in cui la scienza moderna sta adattando queste tecniche antiche per alleviare lo stress del mondo moderno.vai al sito galileoedit.it -
La scienza fatta dal basso
LINX MAGAZINE
La scienza fatta dal basso
Dal videogioco per trovare la forma delle proteine a quello per classificare la morfologia delle galassie: con la citizen science, si gioca per contribuire alla ricerca.
(continua a leggere qui)
vai al sito galileoedit.it
