Galileo Giornale di scienza e problemi globali

11 Febbraio 2012 | ultimo aggiornamento circa 17 ore fa
Temi tecnologia

Attento, il chip ti spia

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di Fabio G. Rando | Pubblicato il 12 Maggio 2006 00:00

Una piattaforma hardware capace di monitorare le applicazioni e i file che avviamo sul nostro computer, impedendo in alcuni casi il lancio di un “eseguibile” o l’apertura di un documento. Un’architettura che trasforma il pc in una sorta di strumento di controllo in grado di dirci cosa possiamo o non possiamo fare con il computer. Fantascienza? Neanche per sogno. Una piattaforma di questo tipo già esiste, comincia a essere sul mercato e ha un nome e un cognome: Trusted Computing Platform (Tcp). Sviluppato dal Trusted Computing Group, un’alleanza di aziende hi-tech di cui fanno parte colossi del calibro di Hewlett-Packard, Ibm, Intel e Microsoft, il Trusted Computing è una tecnologia che utilizza hardware e software, basata sulla crittografia a chiave asimmetrica, per l’attuazione di meccanismi di controllo sui dispositivi digitali. Pensata inizialmente per contrastare gli attacchi informatici, impedendo per esempio a un virus di installarsi su un computer, la Tcp ora inizia a far paura ai paladini delle libertà digitali. La domanda, infatti, che ci si pone è: “Chi assicura che a un pc sia impedito solo di far girare un software maligno e non anche un programma open source, magari in diretta competizione con uno proprietario?”. Lo stesso Richard Stallman, noto informatico statunitense e uno dei padri del concetto di copyleft, riferendosi alle possibili limitazioni della Tcp ha dichiarato: “In passato si sono avuti problemi isolati per via di queste caratteristiche. Il Trusted Computing renderà tali fenomeni pervasivi. Un nome più appropriato potrebbe essere ‘treacherous computing’ (informatica infìda), proprio perché il progetto è quello di far sì che i computer disattendano sistematicamente le istruzioni del proprietario”. Per capire quali sono gli altri pericoli legati alla diffusione della Tcp abbiamo intervistato l’avvocato Andrea Monti, presidente dell’Associazione per la Libertà nella Comunicazione Elettronica Interattiva (Alcei). Avvocato Monti, quale sarebbe l’aspetto più grave di un controllo delle aziende informatiche sul pc dei propri clienti?“I colossi dell’Information Technology si stanno spingendo fin dove la Legge non si è mai immaginata di arrivare. Cioè impedire a un utente di utilizzare un software pirata o di vedere un film scaricato con un programma p2p”.Insomma, si stanno facendo giustizia da soli?“Sì. D’altronde le aziende di tecnologia sono abituate a imporre questo tipo di limitazioni. È il caso, per esempio, di Photoshop (software per il trattamento delle immagini, ndr.) che impedisce di “lavorare” immagini di banconote o delle fotocopiatrici di ultima generazione che si bloccano non appena si prova a copiare una moneta. La Tcp non è quindi che l’ennesima declinazione di questa strategia. Ma questa volta i rischi sono maggiori”.Perché?“Con l’arrivo di computer muniti di questa nuova piattaforma nascerà una divisione fra i computer, quelli con la Tcp e quelli senza. Si creeranno, quindi, due mondi che corrono il rischio di non potersi parlare perché alcuni supporteranno dei software che agli altri non sarà possibile caricare”.Ma non è legittimo che le aziende che sviluppano software proprietari facciano il possibile per tutelare i propri diritti d’autore?“Il punto non è questo. Non credo che le software house che stanno investendo miliardi in questo progetto lo stiano facendo solo per contrastare il mercato nero dei programmi. Non mi sembrerebbe sensato. Il problema è un altro: la Tcp rischia di diventare uno strumento per creare monopoli artificiali. In un mondo e in un mercato dove gli standard stanno diventando sempre più importanti, imporre i propri, consentendo solo ad alcuni software di girare, sarebbe un enorme vantaggio”.Il tutto in controtendenza con quanto sta succedendo nel mercato del software…“Esatto. Un trend cominciato alla fine degli anni Ottanta quando la Ibm decise di liberare le specifiche tecniche del personal computer. Fu l’inizio della diffusione e del successo del pc. Ora, invece, il pendolo sta tornando indietro. Usando una metafora si può dire che in previsione il mondo informatico potrebbe diventare di stampo feudale dove bisognerà pagare per far transitare le proprie soluzioni. In questi ultimi anni, invece, il mercato stava profondamente cambiando spostando la natura dei profitti dalla vendita dei prodotti alla fornitura di servizi. Con la Tcp, le cose potrebbero tornare all’antico. Magari rendendo più difficile l’utilizzo del pc e quindi riducendo la sua penetrazione tra le fasce meno alfabetizzate della popolazione”.

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