Dossier: Italia, un passo avanti
Cannabis fai da te
0Coltivare marijuana in casa senza incorrere in sanzioni penali, ma solo se le piante sono destinate a scopi terapeutici. L’opportunità potrebbe venire concessa dalla Regione Lazio a tutti i malati di sclerosi multipla, cancro, Aids, morbo di Parkinson, epilessia, che hanno necessità di alleviare i sintomi della malattia ricorrendo ai cannabinoidi. Il disegno di legge che verrà discusso dal Consiglio Regionale entro il prossimo 30 giugno, coordinato dal consigliere di Rifondazione Comunista Anna Pizzo, nasce proprio dall’esigenza di semplificare le procedure per l’utilizzo terapeutico della cannabis ed evitare di arricchire ulteriormente le aziende farmaceutiche. “A questa proposta siamo arrivati un po’ per disperazione” confessa Anna Pizzo. “Dopo più di otto mesi di lavoro ci siamo resi conto che l’autocoltivazione rappresentava l’unica strada per consentire ai malati di poter beneficiare degli effetti terapeutici della marijuana. Nonostante infatti il Decreto ministeriale dell’11 febbraio 1997 consenta di importare farmaci contenenti il principio attivo Thc (Tetraidrocannabinolo Ndr.) prodotti all’estero, la procedura per ottenerli è spesso lunga e tortuosa”.
Sono i medici di famiglia delle Asl infatti a concedere, previa autorizzazione del Ministero della Sanità, il permesso all’acquisto dei medicinali in questione e il nulla osta spesso tarda ad arrivare. Con la recente legge nazionale sulle tossicodipendenze le procedure poi sono destinate a complicarsi ulteriormente. Sta per scadere infatti la deroga concessa dall’allora ministro della Salute Storace per prorogare di 90 giorni dall’entrata in vigore della Fini-Giovanardi la possibilità di prescrivere i farmaci derivati dalla canapa indiana. “Ma questi non sono motivi validi per incitare l’autoprescrizione di una terapia. La canapa indiana deve essere assunta sotto stretto controllo medico, perché può avere seri effetti collaterali” commenta Rosanna Cerbo, neurologa dell’Università “La Sapienza” di Roma e responsabile del centro di medicina del dolore “Enzo Borzomati” del Policlinico Umberto I che coordina la più ampia sperimentazione italiana della cannabis sintetica per curare il dolore nei malati di cancro. “Inoltre” aggiunge cauta la professoressa Cerbo “la canapa indiana non può essere considerata la panacea di tutti i mali. La sua efficacia è stata dimostrata definitivamente solo per alcune patologie specifiche come nel caso dell’attenuazione della spasticità nella sclerosi multipla. Il suo effetto è poi potenziato se somministrata insieme alla morfina, e questo ovviamente può avvenire solo sotto rigide indicazioni mediche o in ambito ospedaliero. Sarei pronta a giudicare positivamente questa proposta di legge solo qualora essa servisse a facilitare l’accesso ai farmaci già disponibili”.
Ma l’iniziativa, così come descritta da Anna Izzo, sembra puntare ad altro: “I malati devono essere liberati dagli attuali lacci giuridici, del resto il diritto del cittadino alla propria salute è tutelato dall’articolo 32 della Costituzione. Perciò sosteniamo che i malati abbiano il diritto di utilizzare, sotto indicazione del medico, nel modo più opportuno le proprie piante di marijuana, come decotto, tisana, oppure per via aerea”. Ma assunta in queste forme la marijuana mantiene le sue proprietà terapeutiche? “Assolutamente no” sostiene Cristina Rebuzzi responsabile dell’unità operativa di Terapia del dolore dell’ospedale di Pescara e consigliere della Federazione cure palliative. “Dal punto di vista terapeutico la cannabis fumata perde più della metà dei suoi effetti. La somministrazione per avere reale efficacia deve avvenire nei tempi, modi e quantità stabiliti dal medico. Per esempio viene prescritta in modo controllato sei ore prima delle sedute di chemioterapia per contrastarne gli effetti collaterali”.
La proposta di legge della Regione Lazio, che l’esponente di Rifondazione Anna Pizzo si impegna a discutere anche con l’Aifa (Agenzia Italiana per il Farmaco) del cui Cda è membro Augusto Battaglia assessore regionale alla Sanità, potrebbe venire presa a modello da altre regioni. Come la Toscana, impegnata anche nel progetto della safe injection room, una stanza dove i tossicodipendenti possano iniettarsi eroina sotto controllo del medico, oppure l’Abruzzo e il Friuli-Venezia Giulia. L’Italia diventerebbe così il secondo paese nel mondo, dopo il Canada, con il permesso di coltivare marijuana per uso medico personale.
Leggi anche
-
Laser anti tendinite
18 Maggio 2007 -
Nuova retina per vedere
09 Novembre 2006 -
Stop alla celiachia
26 Settembre 2006
Commenti lascia un commento
Nessun commento, per ora.Lascia un commento
Autore
Giovanna Dall'Ongaro
Laureata in filosofia ha curato l’ufficio stampa dell'Ente Nazionale Protezione Animali e collabora come free lance con diverse testate, tra cui 50&Più (Confcommercio),L'Espresso, La Macchina del Tempo. Dal 2003 fa parte della redazione di Sapere.
Vai alla pagina dell'autore
Indice del dossier
-
Pillole di marijuana
23 Dicembre 2000 -
Quando la cannabis è un farmaco
15 Dicembre 2001 -
Le bugie del proibizionismo
20 Marzo 2003 -
Marijuana a norma di legge
28 Marzo 2003 -
Un futuro da farmaco
09 Maggio 2003 -
Antichi rimedi, moderni tabù
01 Luglio 2003 -
Una speranza dalla marijuana
19 Settembre 2003 -
Cannabis anti spasmo
14 Novembre 2003 -
Cura a ostacoli
14 Maggio 2004 -
Nuove vie per la cannabis
28 Ottobre 2005 -
"Quella legge s'ha da fare"
16 Dicembre 2005 -
Cannabis fai da te
02 Giugno 2006 -
Paradosso cannabis
06 Ottobre 2006
Oggi su Galileo
-
Ma perché le zebre sono a strisce?
1 giorno fa -
Un farmaco anticancro contro l’Alzheimer
1 giorno fa -
Concordia: le immagini dello scafo in 3D
1 giorno fa
Sondaggio
Segui Galileo su
Galileo Servizi Editoriali
Parole per la scienza
Galileo servizi editoriali è un service giornalistico che realizza inchieste per le principali testate italiane, sviluppa progetti di comunicazione per le aziende e gli enti di ricerca, produce formazione universitaria, organizza mostre, eventi, conferenze, realizza pubblicazioni su carta e siti web. vai al sito di Galileo Servizi Editoriali-
Epatite C sei in trappola
L'ESPRESSO
Epatite C sei in trappola
Colpire il virus e impedire che si diffonda nell'organismo. Una nuova classe di farmaci cambia il destino di milioni di malati
vai al sito galileoedit.it -
Giochi da primate
NATIONAL GEOGRAPHIC KIDS
Giochi da primate
I piccoli di scimpanzé giocano esattamente come i cuccioli di umani: fanno le lotte e si sfidano a ruba bandiera. E nessuno si fa mai male seriamente
(continua a leggere su National Geographic Kids n.17)
vai al sito galileoedit.it -
Quelli che il twist
L'ESPRESSO
Quelli che il twist
A Greifswald, in Germania, è stat completata la struttura base di Wendelstein 7-X: il reattore che potrebbe rappresentare il piano B nel caso in cui ITER - il più grande esperimento sulla fusione termonucleare in corso - dovesse deludere le aspettative
(continua a leggere su L'Espresso n.5)
vai al sito galileoedit.it -
Raccontare il tempo e i tempi della scienza
FESTIVAL DELLE SCIENZE
Raccontare il tempo e i tempi della scienza
Bruno Arpaia
Francesco Cavalli Sforza
Stefania Polvani
Moderatore Elisa Manacorda, Galileo
vai al sito galileoedit.it
Il tempo è una sfida per la comunicazione scientifica. Rendere conto di questa complessa variabile nel racconto della scienza è un compito che i comunicatori sono chiamati a svolgere con chiarezza e rigore, senza mancare però di affascinare e coinvolgere il pubblico. Grazie alla partecipazione di esperti di comunicazione, l’incontro punterà l’attenzione sui diversi modi in cui è possibile parlare del tempo nella scienza, a partire da tre particolari aree di interesse così da offrire il più ampio scenario possibile: la fisica, con la teoria del Big Bang; l’evoluzione, con la storia del viaggio attraverso il tempo dell’essere umano; la medicina narrativa, che usa i tempi del racconto della malattia per migliorare la condizione del paziente. -
Tempo e stress
FESTIVAL DELLE SCIENZE
Tempo e stress
Lectio Magistralis di Ronald D. Siegel
Introduce: Lorenzo Mannella, Galileo
Lo “stress” è legato alle fantasie sul futuro: anche se in un dato momento proviamo un grande disagio, non ci sentiamo molto stressati a meno di non immaginare che il disagio si protrarrà nel tempo. Tre milioni di anni fa, i nostri antenati erano in competizione con altri animali selvatici nella savana africana. Essi sopravvissero perché ereditarono una risposta di “combattimento o fuga” che li aiutava ad affrontare l’emergenza con azioni tempestive in caso di minaccia, e perché svilupparono la capacità di pensare al passato, immaginare il futuro e pianificare azioni di conseguenza. Mentre questi sistemi, presi singolarmente, contribuivano in maniera efficace al miglioramento della sopravvivenza, operando insieme sono diventati una fonte di stress continuo. Fortunatamente molte culture umane hanno finito col trovare dei modi per allenare la mente a sospendere questa costante pianificazione della sopravvivenza, astrarsi dal flusso di pensieri e assaporare il momento presente. Questa conferenza esplorerà i modi in cui la scienza moderna sta adattando queste tecniche antiche per alleviare lo stress del mondo moderno.vai al sito galileoedit.it -
La scienza fatta dal basso
LINX MAGAZINE
La scienza fatta dal basso
Dal videogioco per trovare la forma delle proteine a quello per classificare la morfologia delle galassie: con la citizen science, si gioca per contribuire alla ricerca.
(continua a leggere qui)
vai al sito galileoedit.it
