Galileo Giornale di scienza e problemi globali

11 Febbraio 2012 | ultimo aggiornamento circa 17 ore fa
Temi ambiente, tecnologia

A tutto vento

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Pubblicato il 07 Dicembre 2006 18:27

Decarbonizzare la nostra economia è possibile. Greenpeace e Ises Italia (International Solar Energy society), in occasione dell'uscita del nuovo rapporto "Generazione eolica e solare" presentato oggi a Roma, spiegano come. “È necessario prima di tutto che cessino le moratorie sull'eolico e che cambino i sistemi degli incentivi sul fotovoltaico”, ha dichiarato Giuseppe Onufrio, direttore campagne di Greenpeace. "Il vento c'è nel nostro paese e le valli dove ci sono solo le mucche potrebbero tranquillamente ospitare le torri di conversione".

Nessun accenno, se non marginale, al problema dell'impatto ambientale e della de-regulation che imperversa sul territorio nazionale. "Siamo d'accordo che vanno esclusi i siti con vincoli paesaggistici, ma tutto il resto può essere disponibile per il raggiungimento del due per cento”. Quel valore obbligatorio che inchioda produttori e importatori a immettere ogni anno in rete una piccola percentuale di energia pulita e consente di ottenere i certificati verdi, oggetto di compravendita tra imprenditori dell'energia. Anche le coperture degli stadi o dei capannoni industriali potrebbero, secondo Aldo Iacomelli, direttore Ises, rivelarsi utili: “un pannello per ogni tetto è il nostro sogno. Va superata l'idea dell'energia prodotta in mega centrali per andare verso un modello di generazione distribuita dell'energia”.

Una ricetta, quella di Greenpeace, a base di vento, sole e un po' di liberalizzazioni. “La vera rivoluzione", secondo Angelo Bonelli, capogruppo alla camera dei Verdi è, infatti, “una liberalizzazione del campo energetico che permetta ai cittadini di diventare produttori di energia”. Secondo l'associazione ambientalista sarebbe, inoltre, necessario cambiare i sistemi degli incentivi per le fonti rinnovabili spostando su eolico e fotovoltaico i finanziamenti che oggi vanno alle fonti assimilate. Un meccanismo perverso tramite il quale i cittadini italiani finanziano, con le loro bollette, raffinerie, inceneritori di rifiuti non biodegradabili e altri impianti in cogenerazione da fonti fossili. (t.c.) 

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