Ecco chi ha messo quelle pietre
0Più di cento case di cinque metri quadrati, con un letto, un guardaroba, una credenza a tre chilometri da Stonhenge. Il ritrovamento, sulle sponde del fiume Avon nella zona di Durrington Walls, del più esteso villaggio neolitico fino a oggi conosciuto in Gran Bretagna, potrebbe contribuire a chiarire l'origine e la funzione del noto sito megalitico eretto tra il 3000 e il 1600 a.C nella piana di Salisbury.
Gli archeologi della Sheffield University che hanno condotto gli scavi sono infatti convinti di avere individuato finalmente gli artefici dei misteriosi cerchi di pietra. In quel villaggio, di cui finora sono state portate alla luce le rovine di otto case, alcuni resti di ossa animali e delle pietre bruciate databili al 2500 a.C circa, avrebbe vissuto una comunità dedita a feste rituali che culminavano durante il tramonto del solstizio d'inverno. Gli affollati e gaudenti raduni, testimoniati da inequivocabili avanzi di banchetti, si svolgevano dall'altra parte del fiume, dove sorgeva un complesso simile a Stonehenge, ma realizzato in legno.
Un duplicato dell'originale con funzioni complementari. Mentre infatti Durrington Walls, ipotizano gli scienziati, era teatro di riti propiziatori e cerimonie religiose per celebrare la vita, Stonhenge rappresentava il luogo sacro per la sepoltura e venerazione dei morti. Alla fine della cerimonia i corpi dei defunti venivano affidati alle acque del fiume Avon fino al punto di incontro con la via sacra che conduceva al grande complesso megalitico.Una volta giunti a Stonhenge venivano cremati o sepolti, a seconda del ruolo sociale ricoperto in vita. La complementarità tra i due luoghi sacri, quello della vita e quello della morte, sarebbe confermata dal loro simmetrico orientamento astronomico.
La via principale lungo la quale sorgevano le abitazioni di Durrington Walls è infatti allineata con l'alba del solsitizio di inverno, mentre le costruzioni di Stonhenge sono allineate secondo le coordinate del tramonto del solstizio d'estate. (g.d.o.)
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