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11 Febbraio 2012 | ultimo aggiornamento circa 12 ore fa
Temi fisica e matematica

Ecco l’anti-mesone D

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Pubblicato il 14 Marzo 2007 17:04

Osservata per la prima volta la transizione di un mesone D nella sua corrispondente antiparticella. Lo annuncia un gruppo di ricercatori dello Slac (Stanford Linear Accelerator Center) di Stanford, California. Circa 600 tra scienziati e ingegneri di ben 77 istituzioni di tutto il mondo, tra cui l’Italia, hanno partecipato al progetto denominato BaBar. È la prima osservazione della transizione della particella neutra chiamata mesone D nella sua gemella antiparticella.

L’osservazione è stata possibile grazie all’acceleratore Pep-II dello Slac, che consente lo studio non solo del mesone B ma anche di altre particelle, tra cui appunto il mesone D. Quando elettroni e positroni collidono ad alte energie nell’acceleratore si produce uno sciame di particelle di diversa combinazione. Uno dei risultati di questo evento è la trasformazione di una particella nella sua corrispondente antiparticella. La prima particella a evidenziare questa proprietà fu il mesone K, più di mezzo secolo fa. Poi, una ventina di anni fa, fu la volta del mesone B. Ma solo adesso è stato possibile osservare questo fenomeno per il mesone D, il pezzo ancora mancante ed estremamente raro da osservare. Solo in pochissimi eventi infatti si ha la transizione del mesone D nella sua antiparticella, circa 500 volte su un milione.

Gli scienziati del progetto attribuiscono questo risultato proprio allo Slac, un acceleratore ad alta intensità che dispone di rivelatori di elevatissima precisione. I risultati dell’esperimento potranno, secondo gli esperti, fornire nuove prove per la validazione del Modello Standard, la teoria prevalente tra i fisici per la descrizione unificata di tre delle quattro forze fondamentali e delle proprietà della materia. Infatti, durante l’esperimento di transizione da particella ad antiparticella si generano delle cosiddette particelle virtuali, la cui esistenza deve essere consistente con il Modello Standard. Proprio studiando questo effetto, si potrà stabilire se la teoria proposta è in grado di includerlo o avrà bisogno di sostanziali ritocchi e magari entrare in crisi. (m.cap.)

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