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21 Maggio 2012 | ultimo aggiornamento circa un'ora fa
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Mercurio dal cuore fuso

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Pubblicato il 08 Maggio 2007 14:51

Per distinguere un uovo crudo da uno cotto i cuochi utilizzano un trucco: far ruotare l'uovo e osservare il suo comportamento al termine della rotazione, diverso a seconda che l'interno sia solido o liquido. Un gruppo di astronomi guidati da Jean-Luc Margot, professore di astronomia presso la Cornell University, si è servito di un test simile per dimostrare che Mercurio possiede un nucleo fluido. La ricerca, pubblicata su Science, si è basata su una nuova tecnica che consente di rilevare le deboli torsioni nella rotazione di Mercurio. L'effetto “twist”, chiamato librazione longitudinale, è causato dalla gravità del Sole, che esercita movimenti torcenti in maniera alternata su Mercurio, pianeta dalla forma asimmetrica.

La tecnica usata sfrutta un potente segnale radio inviato al pianeta. Viene quindi misurato il suo eco di ritorno, che trasporta informazioni sulla superficie di Mercurio in due zone a circa duemila miglia di distanza. Nell'intervallo di tempo impiegato dal segnale a essere rilevato, i ricercatori sono stati in grado di calcolare il tasso di rotazione di Mercurio con un'accuratezza di uno su centomila.

Dall'entità delle librazioni è possibile trarre informazioni sulla struttura interna. Le librazioni misurate sono risultate il doppio di quelle compatibili per un corpo totalmente solido, mentre sono  verosimili per un oggetto con un nucleo liquido. Lo stato fisico del nucleo ha fornito informazioni anche sulla sua composizione chimica: oltre al ferro, il nucleo di Mercurio deve contenere anche elementi leggeri, come lo zolfo, che ne impediscano la solidificazione. Tre i telescopi utilizzati per misurare le librazioni longitudinali di Mercurio ci sono l'antenna Nasa/Jpl di Goldstone, in California, l'Osservatorio di Arecibo a Puerto Rico e il Robert Byrd Green Banck Telescope nel West Virginia. (ma.ma.)

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