Una proteina per le metastasi
0Accesa quando c’è bisogno di far migrare le cellule cancerose lontano dal sito primario dove si è sviluppato il cancro, spenta quando i tumori secondari si sono sviluppati. È la fascina, una proteina la cui azione è stata individuata da un gruppo internazionale di ricercatori nel tumore al colon retto, ma che potrebbe essere alla base del processo di metastatizzazione anche di altre forme di cancro.
La capacità cellulare di muoversi è essenziale in molti importanti processi fisiologici. Nel sistema immunitario, per esempio, o nello sviluppo dell'embrione. Ma nel caso dei tumori, questa migrazione è proprio la causa della disseminazione metastatica. “Le cellule tumorali diventano metastatiche perché acquisiscono la capacità di muoversi e di invadere altri tessuti. Questo nuovo comportamento dipende da organelli, che si trovano in tutte le cellule dotate di capacità di movimento, detti “filopodi”. I filopodi “sentono” l’ambiente esterno e aiutano la cellula a decidere quando è il momento di muoversi”, ha spiegato Danijela Vignjevic, dell’unità UMR144/CNRS dell’Institute Curie in Paris, presentando la ricerca nel corso del workshop su “Migrazione cellulare: dalle molecole agli organismi alle malattie”, promosso dalla Scuola europea di medicina molecolare (Semm) e dall’Università degli Studi di Milano, in collaborazione con Ifom Fondazione Istituto Firc di oncologia molecolare e Ieo – Istituto europeo di oncologia, lo scorso 12 maggio.
“La fascina è un componente chiave dei filopodi e, nelle cellule del cancro colorettale, rappresenta il 'pulsante di accensione' di un circuito molecolare che porta all’attivazione di diversi geni”, va avanti la scienziata che fa parte del gruppo internazionale che ha condotto lo studio e che comprende anche ricercatori del Weizmann Institute of Science di Rehovot (Israele) e della Technischen Universitat di Monaco (Germania).
La ricerca dimostra che la concentrazione di fascina aumenta a seconda della fase di sviluppo del tumore: in altre parole, via via che il tumore progredisce la fascina diviene sempre più attiva. I test in vitro hanno svelato che la presenza di fascina promuove la migrazione e l’invasione cellulare; e gli esperimenti in vivo hanno confermato il potere pro-metastatico della proteina. “Questa proteina”, ha aggiunto Vignjevic, “ha una caratteristica peculiare: dopo che il tumore ha colonizzato siti lontani, la fascina non è più attiva. È come se il tumore l’avesse ‘arruolata’ con il solo scopo di favorire la disseminazione metastatica. Una volta stabilita la metastasi, la fascina non serve più e viene per così dire ‘licenziata’”. Prossimo obiettivo dei ricercatori: generare un modello sperimentale del cancro colorettale, in grado di fornire ulteriori informazioni sui meccanismi molecolari di questa malattia. (l.g.)
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