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02 Settembre 2010 | ultimo aggiornamento circa un'ora fa

Dossier: Manuale per Lhc

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Acceleratore in Rete

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Pubblicato il 17 Ottobre 2007 15:41

Sulla scia di Seti@home, il primo sistema di calcolo distribuito che consente a chiunque di partecipare alla ricerca di segnali extraterrestri raccolti dai radiotelescopi, mettendo a disposizione la capacità di calcolo non sfruttata del proprio computer connesso a Internet, il progetto Lhc@home darà la possibilità di collaborare allo studio delle particelle subatomiche.

L’acceleratore di particelle Lhc (Large Hadron Collider), che sarà messo in funzione nel maggio del 2008, produrrà 15 Petabyte (15 milioni di Gigabyte) di dati l’anno. L’elaborazione di una tale quantità di informazioni non è realizzabile con un singolo computer, per questo il Cern di Ginevra sta mettendo in piedi una rete di centri di calcolo sparsi in varie zone del mondo. Con l’avvio nel 2004 di Lhc@home e il suo definitivo rilancio annunciato in questi giorni, è possibile partecipare all’elaborazione dei dati visitando il sito web del progetto e installando un software sul proprio computer.

Il programma, chiamato SixTrack, simula il cammino delle particelle (fino a 60 simultaneamente) prodotte dalla collisione dei protoni all’interno dell’acceleratore, consentendo di valutare la stabilità delle loro orbite e osservare così il comportamento della materia ad alta energia. Il progetto, la cui sede è stata recentemente spostata da Ginevra a Londra, potrà per esempio permettere di stabilire le impostazioni ottimali per i magneti che guidano le particelle all’interno dell’acceleratore. “Il funzionamento dei magneti nella determinazione dell’esatto percorso delle particelle si basa sulla precisa combinazione dei parametri di voltaggio, corrente e temperatura”, afferma il coordinatore del progetto Alex Owen della Queen Mary University di Londra, per dare un’idea della complessità dei dati da analizzare.

Il programma, che ha funzionato finora solo in maniera sporadica, è utilizzato al momento da 40 mila persone e ha già dato risultati considerevoli sulla base dei dati forniti da altri acceleratori. L’uso di questo sistema di elaborazione a partecipazione globale, chiamato calcolo distribuito, rende possibile l'elaborazione di una grande quantità dati a basso costo e con un'alta efficienza. Il sistema servirà anche per gli studi sulla materia oscura e sulla massa delle particelle. (s.s.)

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