Fegato facsimile
0Dal Mit di Boston arriva il fegato in miniatura per la sperimentazione dei farmaci. La tecnologia messa a punto dai ricercatori dell’istituto statunitense consente di allestire microcolonie di cellule epatiche umane che si comportano in modo del tutto simile a un organo “vero”. La scoperta, descritta sull’ultimo numero di Nature Biotechnology, offre nuove prospettive per la sperimentazione farmacologica, perché potrebbe ridurre sia i rischi connessi alla potenziale tossicità epatica di alcune molecole, sia i costi legati allo sviluppo dei farmaci.
La tossicità epatica è una delle ragioni più frequenti di ritiro dal mercato di un farmaco. Alcune molecole dannose per il fegato, infatti, superano comunque i processi di approvazione a causa di studi tossicologici non sempre adeguati. Da un lato, le indicazioni degli studi preclinici vanno interpretate con grande cautela, poiché la risposta ai farmaci da parte dei tessuti animali (siano essi animali da laboratorio o colture cellulari) è spesso diversa rispetto a quella delle cellule umane. D’altro canto, la sperimentazione clinica sull’uomo nelle prime fasi comporta rischi molto elevati. I pochi modelli cellulari di origine umana finora disponibili, però, sopravvivono in laboratorio solo per pochi giorni e non consentono quindi osservazioni a lungo termine.
Il fegato artificiale messo a punto al Massachusetts Institute of Technology rappresenta invece un sistema modello molto efficace grazie ad alcune importanti caratteristiche. Innanzitutto è in grado di produrre sostanze simili a quelle secrete dal fegato umano, per esempio albumina (una proteina del sangue che partecipa al trasporto dei farmaci ed è un importante marcatore dell’attività epatica), urea ed enzimi capaci di metabolizzare farmaci e tossine. L’elevata similitudine tra l’organo modello e il fegato umano è confermata anche dal profilo di espressione genica, il che suggerisce che numerose altre funzioni epatiche siano conservate. Le microcolonie, inoltre, hanno un’ottima sopravvivenza in laboratorio e dunque si prestano anche a studi a lungo termine e a sperimentazioni incrociate di più molecole. Infine, i primi test realizzati sui micro-fegati con farmaci a tossicità nota hanno confermato i risultati degli studi clinici.
La tecnologia utilizzata per realizzare il tessuto artificiale è analoga a quella impiegata per produrre i microchip dei computer. Mediante un processo di “soft-lithography”, a partire da uno stampo in silicone con superficie microstrutturata vengono ottenuti substrati riutilizzabili contenenti circa 900 microfori. Le maschere così ottenute vengono disposte sulle piastre di coltura e le cellule epatiche possono essere così seminate con estrema precisione in microcolonie di soli 500 micrometri di diametro. L’innovativa tecnologia è già stata acquisita da Hepregen, una start up statunitense, che ora è pronta a lanciarla sul mercato farmaceutico. (s.p.)
Leggi anche
-
Il biplano supersonico ed ecosostenibile
circa un mese fa -
Così esplode una pulsar “modello”
2 mesi fa -
La prima volta del tellurio nello spazio
3 mesi fa
Commenti lascia un commento
Nessun commento, per ora.Lascia un commento
Oggi su Galileo
-
SpaceX: lancio annullato per guasto a un motore
circa un'ora fa -
Un modello per difendersi dalle ceneri vulcaniche
circa 2 ore fa -
Così vogliono cambiare la Legge Basaglia
3 giorni fa
Sondaggio
Segui Galileo su
Galileo Servizi Editoriali
Parole per la scienza
Galileo servizi editoriali è un service giornalistico che realizza inchieste per le principali testate italiane, sviluppa progetti di comunicazione per le aziende e gli enti di ricerca, produce formazione universitaria, organizza mostre, eventi, conferenze, realizza pubblicazioni su carta e siti web. vai al sito di Galileo Servizi Editoriali-
Respira sulla console
L'ESPRESSO
Respira sulla console
Fibrosi cistica: i benefici dello sport
(continua a leggere su L'Espresso n.21)
vai al sito galileoedit.it -
La natura che ci difende
VELVET DI GIUGNO
La natura che ci difende
Estratti vegetali, oli di piante e di fiori: è il segreto di molti solari di ultima generazione
vai al sito galileoedit.it -
Gli investigatori delle piante
LE SCIENZE
Gli investigatori delle piante
IpadLab, con sede a Lodi, è la prima azienda biotecnologica italiana specializzata in servizi e prodotti per la fitodiagnostica molecolare su scala globale
(continua a leggere su Le Scienze di maggio)
vai al sito galileoedit.it -
Provette made in Italy
L'ESPRESSO
Provette made in Italy
Almeno 4 mila coppie vanno all'estero per procreare. Un viaggio inutile. Colpa del business e della disinformazione
vai al sito galileoedit.it -
Il sogno lo decido io
L'ESPRESSO
Il sogno lo decido io
Li chiamano sognatori lucidi. Perché sanno indirizzare la produzione onirica. E possono trasformare le notti in una palestra per la mente. Ecco come
vai al sito galileoedit.it -
A ragion veduta
SAPERE DI APRILE
A ragion veduta
DOSSIER/
A RAGION VEDUTAUn campionario di pratiche per affrontare la contemporaneità. Senza pregiudizi, idee preconcette suggestioni indebite
CRONACHE DI LABORATORIO/QUALITA' DELL'ARIA
Import/export di inquinanti in Val Padana
PRIMATOLOGIA
Cade il mito della "scienza femminista"
BIOLOGIA EVOLUZIONISTICA
Finalmente un manuale made in Italy
NANOTECH
Distillare con il grafene
IDROFOBINE
Uno straordinario dono dai funghi
FISICA
La nuova mappa della materia oscura
vai al sito galileoedit.it
