Dossier: Più inquinanti del petrolio
Termiti a tutta velocità
0Dalle termiti arrivano nuove possibilità per la produzione di biocarburante. Nell’apparato digerente di questi insetti alcuni ricercatori del California Istitute of Technology hanno infatti individuato un migliaio di enzimi in grado di degradare la cellulosa del legno trasformandola in etanolo.
Oggi il bioetanolo è uno dei combustibili alternativi più diffusi. Ma le tecnologie di produzione attualmente in uso, che prevedono la fermentazione degli zuccheri di substrati vegetali, quali mais, canna da zucchero, frumento e barbabietola, hanno uno scarso rendimento a fronte di costi economici ed ambientali molto elevati. La cellulosa, uno dei principali componenti delle pareti vegetali e quindi disponibile in natura in forma pressoché illimitata, rappresenta un’interessante fonte alternativa per la produzione del biocombustibile. In questo caso, però, il procedimento è assai più complicato, poiché la fase di fermentazione zuccherina deve essere preceduta dalla scomposizione della molecola di cellulosa nelle singole molecole di glucosio che la compongono, attraverso un processo che richiede l’intervento di enzimi specializzati. Ed è proprio grazie alla loro microflora batterica intestinale che le termiti sono in grado di digerire in modo efficiente questo polisaccaride.
Da qui l’interesse verso questi insetti xilofagi da parte di un team di ricerca statunitense che, oltre agli scienziati del Caltech, vede coinvolti anche esperti del Department of Energy Joint Genome Institute di Walnut Creek e di Verenium, un’azienda del Massachusetts che produce su larga scala enzimi per biocombustibili. I ricercatori hanno isolato il Dna dall’apparato digerente di centinaia di esemplari di Nasutitermes corniger (specie tropicale di termite) catturati nelle foreste del Costarica e, attraverso un approccio di metagenomica (ossia il sequenziamento e l’analisi del genoma di intere comunità microbiche prelevate nello stesso ambiente), hanno identificato e analizzato porzioni di materiale genetico di numerosi microrganismi che vivono come simbionti nello stomaco di questi insetti. Con questa tecnica è stato possibile individuare circa mille geni che codificano per enzimi in grado di scindere i carboidrati complessi delle piante, tra cui la cellulosa.
Su questi promettenti enzimi stanno ora lavorando i ricercatori di Verenium per definirne le proprietà funzionali e individuare le combinazioni più efficaci per la produzione di bioetanolo dalla cellulosa. (s.p.)
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