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02 Settembre 2010 | ultimo aggiornamento circa un'ora fa
Temi società

Un passo che ci avvicina all'Europa

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Pubblicato il 29 Novembre 2007 17:26

Un piccolo passo avanti verso la conservazione autologa del cordone ombelicale, per poterne ricavare in caso di necessità staminali ad uso terapeutico si è compiuto il 27 novembre scorso alla Camera. La  XII Commissione ha approvato un emendamento all’articolo 75 della Finanziaria che “autorizza la raccolta autologa del cordone ombelicale da parte di strutture pubbliche o private, accreditate e convenzionate con il Centro Nazionale Trapianti, d’intesa con il Centro Nazionale Sangue”. Senza oneri per il Servizio Sanitario Nazionale. Si è aperto così uno spiraglio nel muro che in Italia sbarra la strada, non solo alla possibilità di conservare il proprio materiale biologico e di utilizzarlo in caso di bisogno, e anche all'istituzione di banche private. Nel nostro paese infatti il cordone ombelicale può solo essere donato. Per la conservazione a uso autologo, previa autorizzazione ministeriale concessa per particolari patologie genetiche conclamate, bisogna rivolgersi all’estero, e avere i denari. 

“È un risultato importante: con la sola donazione e con le strutture attualmente disponibili sono tantissimi i cordoni che vanno sprecati», osserva Donatella Poretti, deputata della Rosa nel Pugno e tra i promotori dell’emendamento approvato. “Basti pensare”, continua la parlamentare, “che solo il 10 per cento dei punti nascita è in grado di raccoglierlo e che il sabato e la domenica è impossibile trovare una banca aperta”. In Italia ci sono solo 16 banche pubbliche, di cui però soltanto cinque, nel Nord Italia, funzionanti. L’emendamento conforma l’Italia a una direttiva europea (2004/23/CE), finora contraddetta da una ordinanza del Ministero della Salute del maggio 2007 che vieta l’istituzione di strutture private per la conservazione dei tessuti e delle cellule. Ma non c’è solo un problema logistico: è il divieto di conservare le cellule per se stessi (o, meglio, per la propria prole) che lascia a dir poco perplessi.


L’emendamento dovrà ora superare il vaglio della V Commissione (Bilancio e Tesoro). Donatella Poretti è abbastanza ottimista: “Avendo il consenso del governo e del ministro Livia Turco, mi aspetto un parere favorevole. L’emendamento è stato votato all’unanimità: perché la commissione Bilancio dovrebbe cassarlo? Questa è l’unica possibilità per evitare di trovarci a maggio senza una legge e con una nuova ordinanza. (c.l.)

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