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21 Maggio 2012 | ultimo aggiornamento circa 2 ore fa

Dossier: L'Europa si armi di nonviolenza

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A un passo dalla moratoria

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Pubblicato il 17 Dicembre 2007 14:52

Se tutto andrà come auspicato, l'evento finirà certamente in cima alla lista delle 30 buone notizie del 2007 nell'ambito dei diritti umani, stilata da Amnesty International. Stiamo parlando dell'approvazione finale da parte dell'Assemblea Generale dell'Onu della risoluzione per la moratoria sulla pena di morte, prevista per domani 18 dicembre. Dalla votazione al Palazzo di Vetro ci si aspetta la conferma definitiva del risultato ottenuto  il 15 novembre scorso, presso il Terzo Comitato dell'Assemblea Generale: stabilire la necessità di una sospensione delle esecuzioni, in vista della totale abolizione della condanna capitale.

A distanza di un mese dallo storico successo, ottenuto con 99 voti favorevoli, 52 contrari e 33 astensioni, recenti segnali positivi fanno ben sperare anche per l'appuntamento di domani. Cominciando dall'Africa, dove Burundi, Ruanda,  Mali, Gibuti e Repubblica Democratica del Congo hanno lanciato un appello agli altri stati africani affinché sostengano uniti il voto all'Onu per la moratoria nel corso della conferenza organizzata in Gabon da Nessuno Tocchi Caino il 10 e 11 dicembre scorsi. Nel frattempo è anche arrivato l'annuncio da parte del ministro della Giustizia del Burundi Jena Bosco Ndikumana dell'adozione imminente di una legge abolizionista nel suo paese, mentre il senatore della Repubblica Democratica del Congo Leonard She Okitundu ha annunciato che presenterà una legge abolizionista al Parlamento di Kinshasa.

Il New Jersey è invece andato oltre la dichiarazione di intenti, approvando con 44 voti contro 36 il disegno di legge che sostituisce  la pena di morte con l’ergastolo. E, con la firma del Governatore democratico Jon Corzine, tra pochi giorni lo Stato potrebbe diventare il primo paese degli Usa ad abolire la pena di morte per via legislativa dal 1976 (da quando, cioè, la Corte Suprema l'aveva riammessa). In realtà dal 25 settembre scorso il boia è in stand-by anche negli altri stati della Repubblica federale: in attesa della decisione della Corte Suprema, prevista nella primavera del 2008, sulla possibile incostituzionalità del metodo dell'iniezione letale, sono state infatti sospese tutte le esecuzioni.

Un vento favorevole soffia anche da Est. Le cinque repubbliche ex sovietiche dell'Asia centrale (Kazakistan, Kirghizistan, Tajikistan, Turkmenistan e Uzbekistan) hanno annunciato che voteranno compatti il loro consenso alla moratoria. “Non c'è motivo per non credergli”, ha commentato il sottosegretario agli Affari Esteri Gianni Vernetti, “visto che  questi cinque paesi sono gli unici paesi islamici che in blocco hanno votato a favore della moratoria nella III Commissione delle Nazioni Unite il 15 novembre scorso”.
Per seguire in diretta la votazione dal Palazzo di Vetro, il Partito Radicale e Nessuno Tocchi Caino invitano chiunque sia interessato in via di Torre Argentina 76 a Roma, a partire dalle ore 16 di domani. (g.d.o)

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