Maiani, fumata bianca
0Eppur si è mosso. Poche ore fa il Consiglio dei Ministri ha approvato la nomina di Luciano Maiani a presidente del Consiglio nazionale delle ricerche. L'iter burocratico si era congelato in seguito alle obiezioni che Angela Filipponio Tatarella, parlamentare di Alleanza Nazionale, e Franco Asciutti, senatore di Forza Italia, avevano presentato alle Commissioni cultura e istruzione di Camera e Senato, a metà dello scorso mese. L'ex direttore del Cern di Ginevra risulta infatti tra i 67 firmatari della lettera in cui si contestava l'invito del Papa alla cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico dell'Università Sapienza di Roma. I due politici chiedevano se, vista la posizione ideologica del candidato, il Governo non intendesse revocare la proposta di nomina (per un approfondimento si rimanda all'articolo “Maiani, sospeso 'a divinis'”).
Alle obiezioni, che mai hanno messo in dubbio il merito scientifico della nomina, è seguito un periodo di silenzio da parte dei due rami del parlamento che, secondo la procedura, devono esprimere un parere consultivo prima che la questione passi al Consiglio dei Ministri. La caduta del Governo, poi, aveva posto la nomina ancora più in bilico.
Finalmente, dopo che il 29 e il 31 gennaio scorsi Senato e Camera si sono espressi favorevolmente, oggi è arrivata anche l'approvazione del Consiglio. Si aspetta ora solo un ultimo passaggio formale: il placet della Corte dei Conti. Ma l'insediamento del nuovo presidente del Cnr è già previsto per la fine di febbraio. (t.m.)
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