Il cielo è nudo
0Annalisa Vandelli, Uliano Lucas
Scritto sull’acqua
Edizioni Aire 2007, pp. 167, s.i.p.
L’acqua come bene essenziale, come risorsa data sempre più per scontata in Occidente e quanto mai necessaria in Africa. È l’oro blu il protagonista del volume “Scritto sull’acqua”, romanzo breve di Annalisa Vandelli, giornalista e direttrice della rivista “Afro”, e corredato da un lungo reportage del fotogiornalista Uliano Lucas. Al centro della narrazione la vita e le storie delle popolazioni seminomadi del Borana, zona dello stato regionale Oromia nel sud dell’Etiopia, caratterizzata da una forte carenza idrica. C’è Judith, che viene divorata dai vermi durante uno dei viaggi per andare a prendere l’acqua, c’è Bulee che ascolta la radio e riesce così a emanciparsi dalle credenze popolari; e ancora, la sorella di Itagasu, che viene violentata più volte sulla strada per la fonte o Fatu, che muore durante il parto a causa dell’infibulazione che le era stata praticata da bambina. Che l’acqua sia elemento centrale del romanzo lo si evince dalla parole di alcuni dei protagonisti: “Liban, ricordati che quando non ci sono le nuvole, il cielo è nudo. Niente può esistere senza i suoi vestiti neri, i mantelli svolazzanti che coprono il suo intimo segreto, quello che fa fiorire la terra, le bestie e gli uomini. La pioggia è vita e la vita non è mai abbastanza”, dice il vecchio Alaaka. Ed intorno ad essa ruotano le storie, le tradizioni dell’Africa, con cenni al colonialismo, alle minoranze etniche, alla violenza sulle donne, al rapporto tra essere umano e ambiente.
Ma l’acqua è centrale soprattutto nel reportage in bianco nero di Uliano Lucas, realizzato tra il febbraio e il marzo del 2007, prima della seconda stagione delle piogge che dura da marzo a maggio, in alcuni villaggi dell’area di Yabello e nei luoghi in cui gli abitanti vanno a rifornirsi di acqua, abbeverare il bestiame e lavarsi. Basta guardare le foto della strada che da Yabello porta a Moyale, al confine con il Kenya, circondata dalla rovente savana africana, e delle terre aride prive di fiumi. L’acqua quindi come carenza, come bisogno. Ma anche come bene conquistato con sacrificio, come testimoniano le immagini dei vecchi pozzi a terrazze e di quelli più recenti costruiti nei punti di approvvigionamento idrico dalle organizzazioni non governative, dei pochi laghi artificiali dove si riuniscono i pastori per commerciare, trattare matrimoni e accordi di pace. La si ritrova nel bestiame che si abbevera alle fonti, nelle donne che si lavano e lavano le loro vesti, nei bambini che ci sguazzano. nelle taniche riempite e portate nei villaggi e in città ancora prive di un sistema idrico. Proprio la figura femminile emerge con forza come cuore pulsante dell’Africa, sia dai ritratti fotografici che dal testo: “Le donne hanno la schiena conformata alla tanica, come i cammelli, con la differenza che la loro è estraibile e quando non è la tanica a incastrarsi nella loro soma sono fardelli di legna e bambini. È molto raro vedere una donna con il rimorchio sgombro…Questi venti litri daranno da bere e serviranno a cucinare per tutta la famiglia. Dentro alla loro tanica e alla loro fatica è chiuso il mistero della sopravvivenza”.
Leggi anche
-
Disabilità: la solitudine dei genitori
15 Giugno 2010 -
Omofobici si diventa
05 Febbraio 2010 -
Mamma in tutte le lingue
05 Dicembre 2008
Commenti lascia un commento
Nessun commento, per ora.Lascia un commento
Autore
Roberta Pizzolante
Giornalista pubblicista dal 2005, è laureata in Sociologia e ha un master in "Le scienze della vita nel giornalismo e nei rapporti politico-istituzionali" conseguito alla Sapienza. Fa parte della redazione di Galileo dal 2001, dove si occupa di ambiente, energia, diritti umani e questioni di rilevanza etica e sociale. Per Sapere, bimestrale di scienza, si occupa dell'editing e della ricerca iconografica. Nel corso negli anni ha svolto vari corsi di formazione e stage nell'ambito della comunicazione (Internazionale, Associated Press, ufficio stampa della Sapienza di Roma, Wwf Italia). Ha scritto per diverse testate tra cui L'espresso, Le Scienze, Mente&Cervello, Repubblica.it, La Macchina del Tempo, Ricerca e Futuro (Cnr), Campus Web, Liberazione, Il Mattino di Padova. Dal 2007 al 2009 ha curato l'agenda degli appuntamenti per il settimanale Vita non Profit.
Vai alla pagina dell'autore
Oggi su Galileo
-
Ma perché le zebre sono a strisce?
1 giorno fa -
Un farmaco anticancro contro l’Alzheimer
1 giorno fa -
Concordia: le immagini dello scafo in 3D
1 giorno fa
Sondaggio
Segui Galileo su
Galileo Servizi Editoriali
Parole per la scienza
Galileo servizi editoriali è un service giornalistico che realizza inchieste per le principali testate italiane, sviluppa progetti di comunicazione per le aziende e gli enti di ricerca, produce formazione universitaria, organizza mostre, eventi, conferenze, realizza pubblicazioni su carta e siti web. vai al sito di Galileo Servizi Editoriali-
Epatite C sei in trappola
L'ESPRESSO
Epatite C sei in trappola
Colpire il virus e impedire che si diffonda nell'organismo. Una nuova classe di farmaci cambia il destino di milioni di malati
vai al sito galileoedit.it -
Giochi da primate
NATIONAL GEOGRAPHIC KIDS
Giochi da primate
I piccoli di scimpanzé giocano esattamente come i cuccioli di umani: fanno le lotte e si sfidano a ruba bandiera. E nessuno si fa mai male seriamente
(continua a leggere su National Geographic Kids n.17)
vai al sito galileoedit.it -
Quelli che il twist
L'ESPRESSO
Quelli che il twist
A Greifswald, in Germania, è stat completata la struttura base di Wendelstein 7-X: il reattore che potrebbe rappresentare il piano B nel caso in cui ITER - il più grande esperimento sulla fusione termonucleare in corso - dovesse deludere le aspettative
(continua a leggere su L'Espresso n.5)
vai al sito galileoedit.it -
Raccontare il tempo e i tempi della scienza
FESTIVAL DELLE SCIENZE
Raccontare il tempo e i tempi della scienza
Bruno Arpaia
Francesco Cavalli Sforza
Stefania Polvani
Moderatore Elisa Manacorda, Galileo
vai al sito galileoedit.it
Il tempo è una sfida per la comunicazione scientifica. Rendere conto di questa complessa variabile nel racconto della scienza è un compito che i comunicatori sono chiamati a svolgere con chiarezza e rigore, senza mancare però di affascinare e coinvolgere il pubblico. Grazie alla partecipazione di esperti di comunicazione, l’incontro punterà l’attenzione sui diversi modi in cui è possibile parlare del tempo nella scienza, a partire da tre particolari aree di interesse così da offrire il più ampio scenario possibile: la fisica, con la teoria del Big Bang; l’evoluzione, con la storia del viaggio attraverso il tempo dell’essere umano; la medicina narrativa, che usa i tempi del racconto della malattia per migliorare la condizione del paziente. -
Tempo e stress
FESTIVAL DELLE SCIENZE
Tempo e stress
Lectio Magistralis di Ronald D. Siegel
Introduce: Lorenzo Mannella, Galileo
Lo “stress” è legato alle fantasie sul futuro: anche se in un dato momento proviamo un grande disagio, non ci sentiamo molto stressati a meno di non immaginare che il disagio si protrarrà nel tempo. Tre milioni di anni fa, i nostri antenati erano in competizione con altri animali selvatici nella savana africana. Essi sopravvissero perché ereditarono una risposta di “combattimento o fuga” che li aiutava ad affrontare l’emergenza con azioni tempestive in caso di minaccia, e perché svilupparono la capacità di pensare al passato, immaginare il futuro e pianificare azioni di conseguenza. Mentre questi sistemi, presi singolarmente, contribuivano in maniera efficace al miglioramento della sopravvivenza, operando insieme sono diventati una fonte di stress continuo. Fortunatamente molte culture umane hanno finito col trovare dei modi per allenare la mente a sospendere questa costante pianificazione della sopravvivenza, astrarsi dal flusso di pensieri e assaporare il momento presente. Questa conferenza esplorerà i modi in cui la scienza moderna sta adattando queste tecniche antiche per alleviare lo stress del mondo moderno.vai al sito galileoedit.it -
La scienza fatta dal basso
LINX MAGAZINE
La scienza fatta dal basso
Dal videogioco per trovare la forma delle proteine a quello per classificare la morfologia delle galassie: con la citizen science, si gioca per contribuire alla ricerca.
(continua a leggere qui)
vai al sito galileoedit.it
