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11 Febbraio 2012 | ultimo aggiornamento circa 17 ore fa
Temi vita

Fianchi larghi, cervello fino

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Pubblicato il 14 Novembre 2008 15:01

A differenza delle altre scimmie, gli esseri umani dipendono dai propri genitori per un lungo periodo di tempo dopo la nascita. Ma quando è cominciata a evolversi questa “lunga infanzia”? La conformazione del primo bacino fossile di femmina di Homo erectus ritrovato integro, risalente al Pleistocene inferiore (1.8-0.78 milioni di anni fa), fornisce un nuovo indizio.

I frammentari reperti ossei finora ritrovati hanno fatto supporre che le femmine di questa antica specie di nostri antenati avessero un bacino stretto. Questo implicava che i bambini nascessero con un cervello relativamente piccolo (e, quindi, ancora poco sviluppato), altrimenti la testa troppo grande del neonato non sarebbe passata attraverso il canale del parto. Una caratteristica che nel mondo animale si ritrova solo negli ominidi e che rende noi esseri umani completamente dipendenti dagli altri per molto tempo dopo la nascita. Secondo i paleontologi questo è probabilmente è il prezzo da pagare per l'acquisizione della postura eretta. I fossili di ossa pelviche finora studiati avevano fatto supporre che la dipendenza dalle cure parentali per la sopravvivenza - la lunga infanzia -  fosse una caratteristica sviluppata già a partire dagli erectus.

Ma l'analisi del nuovo reperto ritrovato a Gona (Etiopia), pubblicata oggi su Science, mette in dubbio questa ipotesi. La sua forma suggerisce infatti che i bambini di questa specie avessero un cervello più grande del 30 per cento di quanto supposto, e una velocità di crescita prenatale del cervello simile al nostra. La velocità di sviluppo del cervello e del corpo postnatale sarebbe invece stata più simile a quella degli scimpanzé.

Secondo i ricercatori della Utrecht University (Paesi Bassi) che hanno condotto lo studio, il fatto di partorire bambini con un cervello grande, e non l'adattamento alle condizioni ambientali, sarebbe stata la spinta primaria per la conformazione del bacino femminile degli erectus. I risultati rivelano infatti che la pelvi non presentava adattamenti locomotori alla corsa su lunga distanza o all’ambiente tropicale semi-arido come ipotizzato in precedenza. Le caratteristiche morfo-anatomiche suggeriscono, piuttosto, un adattamento ad ambienti di tipo temperato e capacità di corsa simili alle nostre. Gli individui di Homo erectus, il primo ad uscire fuori dall’Africa, presentavano probabilmente una variabilità anatomica maggiore di quella di Homo sapiens, legata ai diversi ambienti colonizzati nel corso delle migrazioni. (i.n.)

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