Kyoto pensa al futuro
0Oggi ricorre il quarto anniversario dell’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto, l’accordo internazionale che coordina gli sforzi per far fronte al riscaldamento globale. I 184 paesi che l'hanno ratificato – tra cui l’Italia - si sono impegnati a ridurre le proprie emissioni di anidride carbonica, reputata la principale responsabile del cambiamento climatico. L’obiettivo si dirà raggiunto se, alla fine del quinquennio 2008-2012, le emissioni si ridurranno del cinque per cento rispetto alla quantità di CO2 rilasciata nel 1990. Sono diversi i meccanismi in base ai quali le nazioni possono mettere in atto questa riduzione. Tra questi c’è il mercato delle emissioni, basato sulla compravendita di quote, e la promozione di progetti “verdi” nei paesi in via di sviluppo.
Ma ancora prima della sua conclusione, il Protocollo sembra già superato. Ne parliamo con Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club, organizzazione no profit costituita da imprese, enti, associazioni e amministrazioni locali impegnate a sensibilizzare verso i cambiamenti climatici.
Gli anniversari comportano sempre un bilancio e uno sguardo al futuro. A che punto siamo con il Protocollo di Kyoto?
Purtroppo il 2010 vedrà aumentare del 50 per cento le emissioni di CO2, rispetto ai valori del 1990. Questo soprattutto a causa della mancata ratifica del Protocollo da parte di uno dei maggiori produttori mondiali di anidride carbonica, gli Stati Uniti, svincolato dagli obblighi dell’accordo. Inoltre c’è stata la grande e imprevista esplosione dell’economia cinese, arrivata a superare gli Usa in quanto a CO2. Ma anche alcuni paesi ratificatori, come Giappone e Australia, avranno grandi difficoltà a raggiungere gli obiettivi. L’Europa, invece, è allineata con Kyoto, anche se la situazione dei singoli paesi è ben diversa. La Comunità Europea si è imposta dei limiti più stringenti da un punto di vista energetico con gli obiettivi 20-20-20: entro il 2020 tutti i paesi dovranno aumentare del venti per cento il ricorso a fonti alternative, ridurre le emissioni del 20 per cento e risparmiare un altro venti per cento.
Il Protocollo, quindi, è superato?
Ormai si guarda già al post Kyoto, verso un’accelerazione degli obiettivi e un superamento delle difficoltà affrontate finora. Il prossimo dicembre, nell’ambito della Climate Change Conference a Copenhagen, speriamo di giungere a un accordo condiviso che coinvolga non solo i paesi industrializzati, che hanno fatto da battistrada, ma anche quelli in via di sviluppo, con meccanismi che non ne penalizzino la crescita, ma che ne contengano le emissioni di CO2. E gli Stati Uniti questa volta potrebbero fare la differenza, vista l’attenzione che il nuovo presidente Barack Obama pone nei confronti dell’ambiente.
L’Italia invece come sta andando?
Probabilmente il nostro paese non riuscirà a rispettare gli obiettivi. Perché il saldo delle nostre emissioni è comunque positivo. Negli ultimi anni, infatti, l’Italia si era attestata su un dieci per cento di incremento rispetto alle emissioni del 1990, mentre tra il 2007 e il 2008 si è scesi all’otto per cento. Questo grazie alle condizioni climatiche favorevoli, alla crisi economica che ha frenato la produzione e alle politiche economiche in materia di energia inaugurate dallo scorso governo Prodi. Speriamo che l’attuale governo prosegua nella conferma delle detrazioni fiscali per le spese sostenute in favore dell’efficienza energetica. Il problema del nostro paese risiede nel convincere politici e industrie che affidarsi a efficienza e fonti rinnovabili può garantire grandi vantaggi e aiutare il paese a superare la crisi. Nella sola Germania, grazie alle nuove imprese, sono stati creati 250mila posti di lavoro. Ma forse il mercato sta cambiando idea: nel 2008 abbiamo potuto fare affidamento su 200 MW ottenuti con il fotovoltaico, 400mila metri quadrati occupati dal solare termico e 1010 MW forniti con l’eolico. Peccato che nel frattempo si siano persi dieci anni.
Leggi anche
-
È ufficiale: la Terra è più calda di un grado
3 mesi fa -
2010: scioglimento record in Groenlandia
26 Gennaio 2011 -
Deepwater horizon: la denuncia dei ricercatori
18 Gennaio 2011
Commenti lascia un commento
Nessun commento, per ora.Lascia un commento
Oggi su Galileo
-
Se la Nasa abbandona le missioni su Marte
circa 6 ore fa -
Le proposte del Parlamento per l'Agenda digitale
circa 6 ore fa -
La nuova fibra ottico-elettronica
circa 7 ore fa
Sondaggio
Segui Galileo su
Galileo Servizi Editoriali
Parole per la scienza
Galileo servizi editoriali è un service giornalistico che realizza inchieste per le principali testate italiane, sviluppa progetti di comunicazione per le aziende e gli enti di ricerca, produce formazione universitaria, organizza mostre, eventi, conferenze, realizza pubblicazioni su carta e siti web. vai al sito di Galileo Servizi Editoriali-
Giochi da primate
NATIONAL GEOGRAPHIC KIDS
Giochi da primate
I piccoli di scimpanzé giocano esattamente come i cuccioli di umani: fanno le lotte e si sfidano a ruba bandiera. E nessuno si fa mai male seriamente
(continua a leggere su National Geographic Kids n.17)
vai al sito galileoedit.it -
Quelli che il twist
L'ESPRESSO
Quelli che il twist
A Greifswald, in Germania, è stat completata la struttura base di Wendelstein 7-X: il reattore che potrebbe rappresentare il piano B nel caso in cui ITER - il più grande esperimento sulla fusione termonucleare in corso - dovesse deludere le aspettative
(continua a leggere su L'Espresso n.5)
vai al sito galileoedit.it -
Raccontare il tempo e i tempi della scienza
FESTIVAL DELLE SCIENZE
Raccontare il tempo e i tempi della scienza
Bruno Arpaia
Francesco Cavalli Sforza
Stefania Polvani
Moderatore Elisa Manacorda, Galileo
vai al sito galileoedit.it
Il tempo è una sfida per la comunicazione scientifica. Rendere conto di questa complessa variabile nel racconto della scienza è un compito che i comunicatori sono chiamati a svolgere con chiarezza e rigore, senza mancare però di affascinare e coinvolgere il pubblico. Grazie alla partecipazione di esperti di comunicazione, l’incontro punterà l’attenzione sui diversi modi in cui è possibile parlare del tempo nella scienza, a partire da tre particolari aree di interesse così da offrire il più ampio scenario possibile: la fisica, con la teoria del Big Bang; l’evoluzione, con la storia del viaggio attraverso il tempo dell’essere umano; la medicina narrativa, che usa i tempi del racconto della malattia per migliorare la condizione del paziente. -
Tempo e stress
FESTIVAL DELLE SCIENZE
Tempo e stress
Lectio Magistralis di Ronald D. Siegel
Introduce: Lorenzo Mannella, Galileo
Lo “stress” è legato alle fantasie sul futuro: anche se in un dato momento proviamo un grande disagio, non ci sentiamo molto stressati a meno di non immaginare che il disagio si protrarrà nel tempo. Tre milioni di anni fa, i nostri antenati erano in competizione con altri animali selvatici nella savana africana. Essi sopravvissero perché ereditarono una risposta di “combattimento o fuga” che li aiutava ad affrontare l’emergenza con azioni tempestive in caso di minaccia, e perché svilupparono la capacità di pensare al passato, immaginare il futuro e pianificare azioni di conseguenza. Mentre questi sistemi, presi singolarmente, contribuivano in maniera efficace al miglioramento della sopravvivenza, operando insieme sono diventati una fonte di stress continuo. Fortunatamente molte culture umane hanno finito col trovare dei modi per allenare la mente a sospendere questa costante pianificazione della sopravvivenza, astrarsi dal flusso di pensieri e assaporare il momento presente. Questa conferenza esplorerà i modi in cui la scienza moderna sta adattando queste tecniche antiche per alleviare lo stress del mondo moderno.vai al sito galileoedit.it -
Botox nemico per la pelle
L'ESPRESSO
Botox nemico per la pelle
Blocca i muscoli. E spiana le rughe. Col rischio di paralisi e danni nervosi. E' il lato oscuro del superbusiness. Ma un'alternativa c'è
E ancora
Dinosauro da record
(continua a leggere su L'Espresso n.4)
vai al sito galileoedit.it -
La scienza fatta dal basso
LINX MAGAZINE
La scienza fatta dal basso
Dal videogioco per trovare la forma delle proteine a quello per classificare la morfologia delle galassie: con la citizen science, si gioca per contribuire alla ricerca.
(continua a leggere qui)
vai al sito galileoedit.it
