A passeggio con Charles
0Una lunga passeggiata nel mondo di Charles Darwin. È questo il motivo portante della grande mostra aperta in occasione del bicentenario della nascita del padre della teoria dell’evoluzione. L’esposizione è allestita seguendo quella dell’American Museum of Natural History di New York ideata da Niles Eldredge e Ian Tattersall, ma vi sono anche delle nuove sezioni appositamente pensate per la versione italiana. Che dopo Roma verrà allestita a Milano, presso la Rotonda della Besana (dal 4 giugno al 25 ottobre), e a Bari, al Castello Normanno Svevo (da novembre fino a marzo 2010).
Nel seguire il percorso si compie un grande salto concettuale: il mondo prima e dopo Darwin è diverso agli occhi di chi lo guarda. Al mondo come lo conobbe Darwin nei suoi primi anni di università, o attraverso la lettura delle opere del nonno Erasmus, è dedicata la primissima sezione della mostra. Tentativi evoluzionisti ce n’erano stati (lo stesso nonno Erasmus, ma soprattutto quello del francese Lamarck), ma il contributo principale predarwiniano fu il riconoscimento dell’antichità della Terra. Così Darwin poté leggere i “Principles of Geology” di Charles Lyell, uno dei padri della moderna geologia che considerò sempre uno dei suoi maestri, e trovarvi l’ampio scenario temporale che avrebbe poi accolto la sua teoria. L’opera di Lyell uscì in tre volumi nei primi anni Trenta dell’Ottocento. Il secondo volume raggiunse Darwin nel corso del viaggio intorno al mondo a bordo del Beagle, e conteneva tra l’altro una lunga stroncatura del lamarckismo, che prevedeva l’evoluzione con un meccanismo di eredità dei caratteri acquisiti dagli individui grazie all’uso e al disuso dovuti alle condizioni ambientali. Ma Lyell criticava l’evoluzione in toto, non solo il meccanismo.
Il giovane Darwin, invece, appena tornato in patria iniziò a prendere in considerazione la trasformazione delle specie una nell’altra per spiegare la distribuzione geografica delle specie che aveva visto con i propri occhi durante il viaggio. È forse questa la parte più affascinante della mostra, che si avvale di numerosi esemplari naturalistici avuti da diverse istituzioni italiane, e consente al visitatore di guardare con i propri occhi almeno un piccolo scorcio della splendida diversità osservata da Darwin nel corso del viaggio. Certo, si rimane quantomeno perplessi di fronte all’esposizione di un armadillo vivo che zampetta in una larga teca piena di foglie e segatura: per quanto bella sia da vedere la creatura, le si poteva certamente risparmiare lo spettacolo.
La mostra prosegue in linea cronologica, osservando da vicino la lunga gestazione dell’idea della selezione naturale: nata e cresciuta, perfezionata ma tenuta nascosta al grande pubblico per circa un ventennio, al chiuso dello studio di Down, perfettamente ricostruito in un angolo della mostra. È in questa stanza che prende forma l’”Origine delle Specie”, nella quale Darwin in pochi mesi condensa le ricerche dei precedenti vent’anni. L’urgenza è causata da Alfred Russell Wallace, che in un’isola del sud-est asiatico era giunto indipendentemente alle stesse conclusioni, minacciando la paternità sull’idea di selezione naturale.
Dal 1859, anno della pubblicazione dell’Origine, nulla sarà come prima. L’opera suscita scandalo in alcuni settori dell’opinione pubblica, ma solleva anche l’interesse della comunità scientifica, che pur criticandone molti punti per la maggior parte riconosce dignità alla teoria. È qui che si scopre il Darwin combattivo, che esplora i limiti del suo lavoro e risponde punto per punto ai suoi critici: nelle diverse edizioni dell’Origine, e poi nell’ultima opera del 1871, l’“Origine dell’uomo”, che applica finalmente il ragionamento alla nostra specie. Proprio all’uomo è dedicata una parte della mostra molto interessante, chiara nell’esporre le tesi dell’antropologia contemporanea riguardo l’evoluzione di Homo sapiens, a partire da un cespuglio di ominidi fiorito in Africa qualche milione di anni fa. Si fa ancora in tempo a passare per una sezione dedicata alla ricezione di Darwin in Italia, prima di entrare nell’ultimo corridoio che guida il visitatore all’uscita sotto le immortali parole che chiudono l’Origine delle specie: “Vi è qualcosa di grandioso in questa visione della vita…”.
ROMA
Darwin 1809 – 2009
fino al 3 maggio 2009
Palazzo delle Esposizioni
Via Nazionale 194
Call center: 06 39967500
Domenica, martedì, mercoledì e giovedì: dalle 10.00 alle 20.00; venerdì e sabato: dalle 10.00 alle 22.30; lunedì: chiuso
Biglietto: intero € 12,50 - ridotto € 10,00
Alla mostra è collegato un ciclo di conferenze/eventi: qui il programma
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