L'antrace? Non fu colpa di Colombo
0Quando gli europei invasero le Americhe portarono con loro molte malattie del Vecchio Continente che decimarono i nativi americani: sifilide (vedi Galileo), vaiolo, difterite, colera, tifo, per citarne alcune. Tra queste si pensava vi fosse anche l'antrace. Ma una nuova ricerca apparsa su Plos One sembra ora sollevare i Conquistadores almeno da questa responsabilità. Secondo nuove analisi genetiche, condotte dalla Northern Arizona University (Usa), il batterio giunse infatti nel nuovo continente almeno 13 mila anni prima dell'arrivo di Cristoforo Colombo, con le prime colonizzazioni umane, quando l’area tra la Siberia e l’Alaska (oggi corrispondente allo Stretto di Bering) era ghiacciata e percorribile (vedi Galileo).
L'antrace può sopravvivere quiescente nel suolo per decenni, sotto forma di spore; quando queste vengono inalate dagli animali, i batteri si “risvegliano” e si moltiplicano all'interno dell'organismo ospite, fino a causarne la morte. Sulle rotte seguite dalle carovane e dalle mandrie nel Far West, per esempio, è ancora possibile trovare le spore.
Precedenti ricerche avevano dimostrato che il batterio si è evoluto in Africa. Secondo Paul Keim della Northern Arizona University, coautore dello studio, è probabile che le spore abbiano poi "viaggiato" insieme agli esseri umani che trasportavano pellame attraverso l'Africa del Nord e l'Eurasia.
Le nuove analisi genetiche su oltre 380 ceppi non solo confermano queste ipotesi, ma mostrano anche che le forme ritrovate dal Nord del Canada al Messico differiscono per oltre 106 mutazioni da quelle europee: una differenziazione che non può essere avvenuta in pochi secoli, e che indica la presenza dell'antrace in Canada almeno 13.000 anni fa. “La ricostruzione filogenetica dei ceppi americani mostra un gradiente (aumento di accumulo di mutazioni, ndr.) da Nord a Sud”, spiega Keim: questo suggerisce che il batterio entrò con gli esseri umani che giungevano da Nord”. Lo studio rivela anche che tutte le forme più recenti derivano da un unico ceppo “antenato”.
Riferimento: PLoS ONE (DOI: 10.1371/journal.pone.0004813)
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Caterina Visco
Laureata in Scienze Biologiche, ha lavorato come web content editor per il portale medico Yahoo!Salute. Nel 2009, dopo uno stage a Internazionale, approda a Galileo, dove, oltre contribuire alla produzione dei contenuti, è community manager e coordinatrice della redazione. Scrive per diverse testate giornalistiche tra cui L'espresso, Wired, Le Scienze, Mente e Cervello, Nova - Sole 24 ore, Il Venerdì di Repubblica.
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