Un meteorite più unico che raro
0Così piccolo eppure così importante. Il minuscolo meteorite Mm40, ritrovato in Antartide nel 1994, è infatti diverso da qualsiasi altro sia mai piovuto dallo Spazio sulla Terra: è di basalto, ma presenta una particolare composizione chimica che lo rende unico. Lo rivela uno studio pubblicato su Pnas, condotto da un gruppo di ricercatori diretto da Matthieu Gounelle del Laboratorio di mineralogia e cosmochimica al Museo francese di Storia naturale.
La scoperta solleva questioni sul luogo di origine del frammento, per ora sconosciuto. Ma soprattutto significa che gli astrochimici dovranno allungare la lista dei possibili tipi di superficie planetaria del Sistema Solare.
Finora la maggior parte delle meteoriti con basalto ritrovate provengono dalla Luna, da Marte e, probabilmente, da Vesta, uno dei più grandi asteroidi noti. Le analisi chimiche di Mm40 escludono però che il frammento provenga da uno di questi corpi celesti. La diversa combinazione degli elementi presenti (pirosseni con alto contenuto in calcio, plagioclasi, silicio e ossidi e solfuri di ferro) lo distinguono infatti dagli altri tipi di basalto conosciuti.
La presenza, inoltre, di elementi rari sulla Terra (Ree, Rare Earth Elements) indica che MM40 è simile alle rocce metamorfiche, cioè che ha subito una trasformazione in seguito ad alte temperature e pressioni. I ricercatori lo hanno classificato insieme alle acondriti, un gruppo di meteoriti che si pensa risalgano al periodo in cui i pianeti del Sistema Solare si sono formati. Lo studio di questo frammento, di appena 150 micrometri di lunghezza (poco più del diametro di un capello), potrebbe quindi rilevare molte informazioni sul modo in cui i pianeti si sono evoluti. (p.f.)
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