Il parto doloroso dei Neanderthal
0A quanto pare partorire con difficoltà e dolore è una prerogativa delle femmine del genere Homo. L'ampiezza del canale del parto dei Neanderthal, infatti, era simile a quella tipica dei Sapiens Sapiens, cioè delle donne contemporanee. Lo dimostra uno studio della University of California di Davis e del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, che ha ricostruito, a partire da alcuni frammenti fossili, il bacino di un esemplare vecchio di oltre 60mila anni, rivenuto tra il 1929 e il 1934 nel sito di Mugharet et-Tabun in Israele.
I ricercatori hanno dovuto lavorare su un numero esiguo di frammenti: le ossa del bacino sono molto fragili e non resistono facilmente allo scorrere del tempo. Così hanno deciso di simulare al computer i pezzi mancanti e di confrontare la loro ricostruzione con reperti di genere Homo più recenti e con un campione di oltre cento donne viventi. Alla luce dei risultati sembra quindi che la posizione eretta faccia la differenza: negli altri primati, infatti, sia quelli grandi (scimpanzé, gorilla e oranghi) sia quelli piccoli (tutte le altre scimmie), il canale del parto è generalmente più grande del feto. E quindi si presume che il parto avvenga senza particolare sforzo.
I ricercatori statunitensi hanno così osservato che tra i neandertaliani non vi erano differenze di genere nelle ossa del bacino - come ci sono invece tra uomini e donne moderni - e che in generale le dimensioni del bacino erano più ridotte allora rispetto a oggi. Inoltre hanno scoperto che, mentre nel canale del parto di una donna moderna l’indice apertura anteroposteriore è maggiore di quello trasversale per cui il bambino deve nascere di fianco, nelle femmine di Neanderthal l’apertura trasversale era quella più ampia. Questo indica che il meccanismo di nascita delle neandertaliane era più semplice e non prevedeva, come negli umani, la rotazione del feto all'interno del canale.
Il motivo di questa differenza non è ancora chiaro. “Una possibile spiegazione”, raccontano i ricercatori, “è che quando il bisogno di dissipare calore nelle popolazioni che vivevano in Africa centrale ha favorito un bacino più stretto e quando la grandezza del cervello è aumentata nel Pleistocene medio, la selezione naturale ha premiato una soluzione che permettesse di partorire senza necessità di allargare il bacino: un canale del parto con un apertura di uscita ampia in senso anteroposteriore”. (c.v.)
Riferimento: doi:10.1073/pnas.0812554106
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