Galileo Giornale di scienza e problemi globali

10 Febbraio 2012 | ultimo aggiornamento circa 6 ore fa
Temi ambiente

Plastica, ricicla chi paga

1
di Caterina Visco | Pubblicato il 16 Luglio 2009 15:16

La percentuale di plastica raccolta e riciclata in Italia nel 2008 è stata pari al 30,5 per cento, 4,5 punti in più di quanto richiesto dalle leggi italiane ed europee. Ci sono margini di miglioramento notevoli ma si tratta di un mondo piuttosto complesso.

Innanzitutto, plastica è un termine generico che raccoglie materiali diversi, derivati del petrolio, ognuno con caratteristiche proprie. Quelle che vengono riciclate sono solo plastiche da imballaggio (bottiglie, flaconi, sacchetti della spesa...). Tutto il resto, come i giocattoli per esempio, non viene preso in considerazione. Perchè? Semplicemente per motivi economici: nessuno paga per raccoglierelo. I produttori di imballaggi, infatti, versano una quota per ogni tonnellata di materiale immesso sul mercato. Con questi soldi il CoRePla (Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclaggio e il recupero dei rifiuti di imballaggi in plastica) compra ai Comuni la plastica della raccolta differenziata. Visto che il prezzo cresce con l'aumentare della quantità e della qualità della plastica, i soldi non basterebbero per pagare tutto.

Alcuni dei materiali plastici, inoltre, sono raccolti solo per il loro valore calorifero e vengono destinati al termovalorizzatore, perché riciclarli non è economicamente vantaggioso. Si riciclano invece i polimeri utilizzati negli imballaggi e cioè il Pet (la plastica trasparente delle bottiglie e dei contenitori alimentari), il polietilene ad alta densità (Hdpe, quello dei flaconi) e a bassa densità (Ldpe, shopper e film di imballaggio della carta igienica o dello scottex), il polipropilene (qui l'elenco). L’importante è che ciò che si introduce sia pulito, cioè che non sia rimasto cibo o altro residuo organico al suo interno.

Vediamo però qualche numero. Nel 2008 sono stati immesse sul mercato circa 2.205.000 tonnellate di imballaggi. Il “sistema plastica” ne ha avviate complessivamente al riciclo 673.000, mentre altre 554.000 sono state inviate al termovalorizzatore (con due vaschette di plastica si può avere lo stesso potere calorifico di circa 42 grammi di gas metano). Del recupero, circa 370.000 tonnellate sono imballaggi industriali che vengono raccolti, riciclati e rivenduti da enti indipendenti dal consorzio, il resto invece arriva dai rifiuti urbani.

Ecco cosa accade. I comuni fanno la raccolta - ognuno a modo suo - e la plastica viene spedita a uno dei 39 impianti di selezione che lavorano per CoRePla. Prima di essere avviate al riciclo infatti, le plastiche devono essere sia separate da sostanze contaminanti (metallo o carta) sia divise a seconda della composizione chimica e delle caratteristiche. Ogni materiale ha un processo di lavorazione diverso. L'80 per cento del lavoro di selezione è automatizzato. Una volta selezionato, il materiale viene venduto dal consorzio agli impianti di riciclo a livello europeo attraverso aste telematiche.

Le applicazioni dei materiali riciclati sono innumerevoli: il Pet diventa maglioni, imbottitura o moquette; il polietilene, invece, viene impiegato per realizzare tappi, sacchi della spazzatura o manufatti per l’industria edile. Ecco qualche esempio concreto: con due flaconi di plastica si fa un frisbee, con 20 bottiglie di plastica si fa una coperta in pile, con 67 bottiglie dell’acqua si fa l’imbottitura di un piumino matrimoniale.

L’impiego di plastiche riciclate comporta un notevole risparmio economico, energetico e di emissioni. Basti pensare che per la produzione di un chilogrammo di plastica vergine servono due chilogrammi di petrolio. Rispetto alla produzione di materia prima vergine, rigenerare il Pet consente un taglio dei consumi energetici fino al 90 per cento, e delle emissioni di gas serra fino al 95 per cento.

Aspettando tecnologie che ci permettano di aumentare l'efficienza del sistema, si può agire per migliorare la qualità e la quantità della raccolta. Secondo CoRePla, il metodo porta a porta è il migliore, ma solo se condotto correttamente, per esempio prevendo turni di raccolta frequenti. È la modalità più costosa ma presto sarà l’unica possibile, perché le leggi che regolamentano l’ammissione in discarica si fanno sempre più severe. I costi inoltre sono in parte ammortizzati: più il materiale è di qualità e meglio viene pagato.

Attualmente la raccolta differenziata è stata attivata in quasi 7.300  comuni e raggiunge più del 90 per cento della popolazione. La quantità di materiale raccolto varia però significativamente a seconda dell’area geografica: la raccolta procapite (che poi determina anche la distribuzione degli impianti) al Nord è pari a 13,2 chili, al Centro (Abruzzo Toscana, Lazio, e Molise) di 6,5 e al Sud 4,9.


Commenti lascia un commento

  • di vincenzo gaeta , il 02 Dicembre 2010 12:08
    sto lavorando ad un progetto volevo sapere come iniziare a reciclare plastica e su 100kg di materiale plastico,se triturato quanto materiale viene fuori e il costo del materiale tritato di quante' su 100kg.aspetto vostra risposta grazie x la gradita attenzione

Lascia un commento

Autore

Caterina Visco

Little-n657142005_1016243_7576

Laureata in Scienze Biologiche, ha lavorato come web content editor per il portale medico Yahoo!Salute. Nel 2009, dopo uno stage a Internazionale, approda a Galileo, dove, oltre contribuire alla produzione dei contenuti, è community manager e coordinatrice della redazione. Scrive per diverse testate giornalistiche tra cui L'espresso, Wired, Le Scienze, Mente e Cervello, Nova - Sole 24 ore, Il Venerdì di Repubblica.


Vai alla pagina dell'autore

Oggi su Galileo

Sondaggio

L'Unione Europea ha approvato l'Anti-Counterfeit Trade Agreement (Acta), un provvedimento contro la contraffazione di beni di lusso (per esempio borse e accessori) e di prodotti coperti da diritti di proprietà intellettuale. L’Acta contiene anche misure contro gli Internet Service Provider che ospitino materiale coperto da copyright e che favoriscano la pirateria su scala commerciale. E’ giusto che le leggi sul copyright e la contraffazione per prodotti reali impongano sanzioni anche alla libera circolazione dei contenuti su Internet?

risultati

Segui Galileo su

Galileo Servizi Editoriali

Parole per la scienza

Galileo servizi editoriali è un service giornalistico che realizza inchieste per le principali testate italiane, sviluppa progetti di comunicazione per le aziende e gli enti di ricerca, produce formazione universitaria, organizza mostre, eventi, conferenze, realizza pubblicazioni su carta e siti web. vai al sito di Galileo Servizi Editoriali
  • Giochi da primate NATIONAL GEOGRAPHIC KIDS
  • Quelli che il twist L'ESPRESSO
  • Raccontare il tempo e i tempi della scienza FESTIVAL DELLE SCIENZE
  • Tempo e stress FESTIVAL DELLE SCIENZE
  • Botox nemico per la pelle L'ESPRESSO
  • La scienza fatta dal basso LINX MAGAZINE

Partners