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11 Febbraio 2012 | ultimo aggiornamento 1 giorno fa
Temi salute

La molecola che oscura le Lux

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Pubblicato il 31 Luglio 2009 13:24

Piccole molecole che interrompono i segnali chimici con cui i batteri comunicano, bloccando il processo di infezione. Le hanno identificate Bonnie Bassler dell'Howard Hughes Medical Institute e i suoi colleghi del Department of Molecular Biology della Princeton University. La scoperta, pubblicata su Molecular Cell, oltre a rappresentare una nuova possibilità nel trattamento delle infezioni, riduce il rischio di crescita di ceppi di batteri resistenti agli antibiotici.

I batteri si scambiano informazioni con un sistema di comunicazione intercellulare, chiamato quorum sensing, che permette loro di percepire e rispondere ai cambiamenti della densità e di coordinare azioni di gruppo (vedi articolo su Galileo). Appena le condizioni sono favorevoli a una crescita demografica, per esempio quando si trovano all'interno di un ospite, i batteri lanciano segnali chimici chiamati autoinduttori, molecole che si legano a recettori interni: proteine del tipo LuxR o proteine del tipo LuxN, localizzate sulla membrana di ogni cellula. In questo modo l’infezione procede senza “intoppi”. 

Bloccare le comunicazioni del nemico è sempre stata un'arma vincente; i ricercatori hanno quindi cercato la chiave per riuscirci, e l’hanno trovata in una vecchia conoscenza. In un precedente studio Bassler e colleghi avevano infatti scoperto che una classe di molecole chiamate acilomoserina lattosi (AHL), è in grado di competere con gli autoinduttori che agiscono sulle proteine LuxN, impedendo loro di legarsi al recettore. Nel recente studio, i ricercatori hanno capito che le  AHL possono legarsi anche alle proteine del tipo LuxR.

In questo modo è stata messa in luce la capacità delle AHL di legarsi a entrambi i recettori nonostante le due proteine abbiano struttura, localizzazione e meccanismi completamente differenti. Il trattamento con queste molecole su nematodi ha protetto questi vermi da una infezione dovuta a Chromobacterium violaceum, un batterio che causa infezioni anche nell'essere umano. “Questi risultati rendono vincente la strategia di interruzione del quorum sensing nei batteri, promuovendola come ottima alternativa al trattamento antibiotico”, ha concluso Bassler. (a.d.)

Riferimenti: Molecular Cell doi:10.1016/j.molcel.2009.05.029   

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