Se il fungo si maschera
0Grazie a un involucro proteico che avvolge la loro superficie, le spore di numerose specie di funghi patogeni riescono a penetrare all’interno del corpo umano senza essere riconosciute dal sistema immunitario. La scoperta è di un gruppo di ricerca coordinato da Vishukumar Aimanianda e Jagadeesh Bayry, rispettivamente dell’Institut Pasteur e dell’Institut National de la Santé et de la Recherche Médicale (Francia), a cui ha partecipato anche il dipartimento di Medicina clinica e sperimentale dell'Università di Perugia.
Come spiegano i ricercatori sulle pagine di Nature, nell’aria sono sospese le spore liberate da centinaia di specie di funghi, appartenenti principalmente ai generi Cladosporium, Penicillium, Alternaria e Aspergillus. Sebbene le spore contengano antigeni ed allergeni, la loro inalazione non scatena alcuna risposta da parte del nostro sistema immunitario.
Per scoprire il perché, i ricercatori hanno condotto una serie di esperimenti in vitro e in vivo utilizzando l’Aspergillus fumigatus, un fungo patogeno che provoca nell’essere umano reazioni asmatiche e sinusite. Quando non sono in fase di germinazione, le spore dell’Aspergillus sono rivestite da un involucro protettivo costituito da proteine idrofobiche chiamate RodA. Aggiungendo queste spore “mascherate” a una coltura di cellule dendritiche umane (sentinelle del sistema immunitario che controllano l’immunità fungina), i ricercatori non hanno osservato alcuna reazione immunitaria. Solo dopo aver eliminato l’involucro proteico chimicamente (trattando le spore con acido), biologicamente (facendo germinare le spore) o geneticamente (creando spore mutanti senza RodA), i ricercatori hanno indotto le cellule dendritiche a innescare una risposta immunitaria. Per confermare questo risultato, i test sono stati replicati in vivo su topi. Ancora una volta, le spore attivavano il sistema immunitario murino solo se private dell’involucro di RodA.
Secondo i ricercatori, la capsula proteica è uno stratagemma adattativo che permette alle spore di nascondersi al sistema immunitario umano e rimanere al sicuro aspettando le condizioni ideali per la germinazione. Da un punto di vista terapeutico, le proprietà delle RodA potrebbero essere sfruttate per realizzare nanoparticelle che, superando la barriera del sistema immunitario, riescano a veicolare nell’organismo umano farmaci efficaci per combattere l’infezione delle spore germinate. (m.s.)
Riferimento: Nature 460, 1117-1121 (27 August 2009) | doi:10.1038/nature08264
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