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11 Febbraio 2012 | ultimo aggiornamento circa 17 ore fa

Dossier: Harvard tira le somme

Temi società

Poche diagnosi? Colpa della assicurazione

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Pubblicato il 21 Ottobre 2009 08:24

Nei giorni in cui l’America di Obama affronta la complessa questione della riforma sanitaria, uno studio pubblicato su Health Affaire mostra che i cittadini statunitensi non coperti da assicurazione medica spesso non sanno di avere malattie croniche, perché mai diagnosticate. Lo studio, realizzato dall’Harvard Medical School in collaborazione con la Cambridge Health Alliance, si basa sui dati di un’indagine condotta tra il 1999 e il 2006 dai Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie su 15.976 adulti.

I partecipanti all’indagine dovevano rispondere a domande sulla salute e sulla condizione economica. Sulla base delle risposte, i ricercatori hanno prescritto ai volontari alcune analisi per la diagnosi di malattie come diabete e ipercolesterolomia. Dai risultati è emerso che, tra le persone prive di assicurazione sanitaria, il 46 per cento ignorava di essere affetto da diabete, e il 52 per cento non sapeva di avere elevati livelli di colesterolo nel sangue. Per raffronto i ricercatori riportano che tra gli assicurati le percentuali scendono rispettivamente a 23 e a 29,9 per cento.

Inoltre, come è facile immaginare, chi non possiede la copertura sanitaria trascura i controlli sebbene sia conscio che le proprie condizione di salute non sono ottimali: il 58,3 per cento dei non assicurati, per esempio, non controllava la pressione e il 77,5 per cento non assumeva le medicine per il diabete con continuità (contro, comunque, ben il 51,4% e il 60,4% degli assicurati, rispettivamente).

“Milioni di cittadini statunitensi soffrono di malattie che non sanno di avere e quindi non ricevono le cure necessarie a prevenire infarti, amputazioni e disfunzioni renali”, ha commentato Andrew Wilper, primo autore dello studio: “Ma la ricerca conferma anche che la presenza di copertura sanitaria non basta a garantire cure adeguate, che spesso sono molto costose e finiscono per ricadere in buona parte a carico del paziente”. (m.s.)

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