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17 Maggio 2012 | ultimo aggiornamento circa 6 ore fa
Temi ambiente

Se l'insetto è ogm

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Pubblicato il 27 Ottobre 2009 08:57

Modificare geneticamente gli insetti invasivi invece che ucciderli con i prodotti chimici? L'ipotesi è attualmente in studio in diversi laboratori, tra cui quelli delle università di Pavia e Gottinga e del Dipartimento di Agricoltura degli Stati Uniti (Usda) che sembrano ora segnare un importante passo avanti nell'uso sicuro di insetti transgenici in natura.

I ricercatori sono riusciti a modificare in modo stabile alcuni esemplari della mosca mediterranea della frutta (Ceratitis capitata) e sviluppare individui trangenici con un'alta mortalità della progenie. Il loro sistema permette, inoltre, la marcatura fluorescente degli speramtozoi, così che le mosche modificate siano sempre facilmente distinguibili da quelle selvatiche.

Il problema principale quando si inserisce un nuovo carattere nel genoma di un insetto è sapere esattamente dove si collocherà e come si esprimerà. La transgenesi, infatti, avviene per integrazione casuale di frammenti di Dna. Se però l'insetto possiede un transgene stabile, cioè un gene precedentemente integrato nel proprio corredo genetico che non viene perso nel passaggio da una generazione all'altra, questo può essere utilizzato come base di partenza per ulteriori modifiche. Questa la strada seguita: i ricercatori hanno prima creato un ceppo di mosche nel cui genoma era presente un sito transgenico (attP) stabile che esprime il carattere "mortalità della progenie"; poi lo hanno usato come base per inserirvi nuove caratteristiche, come la marcatura fluorescente degli spermatozoi.

La tecnica, riportata sulle pagine di Proocedings of National Academy of Sciences, è applicabile anche ad altre speci e sarà sperimentata sulle zanzare e su altri insetti dannosi. Secondo i ricercatori infatti, il metodo non solo rappresenta una valida alternativa ai pesticidi, ma può essere utilizzato nel “population replacement”, cioè per sostituire popolazioni di insetti vettori di agenti patogeni con popolazioni manipolate e rese più deboli o meno pericolose. (a.d.)

Riferimenti: Pnas doi_10.1073_pnas.0907264106

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