Scratchpads, note di biologia
0La storia naturale è in rete: con Scratchpads, un social network sviluppato dai ricercatori del Museo di Storia Naturale di Londra, tutti gli studiosi che si occupano di Darwin & Co. possono pubblicare i loro materiali e le loro considerazioni confrontando risultati e ipotesi con quelli di migliaia di utenti on line tra biologi, naturalisti, ecologi o semplici curiosi.
Lo stile di Scratchpads è simile al più noto Facebook, solo che i contenuti si rifanno alle discipline naturali e alla biodiversità, così come gli autori del social network scrivono su BMC Bioinformatics. Una sorta di taccuino virtuale sul quale annotare rapidamente i propri appunti di biologia e storia naturale, informazioni che possono sempre essere condivise, riviste e riportate “in bella” come e quando si desidera. Per iscriversi basta compilare una scheda informativa in cui si dichiara di essere responsabili dei contenuti immessi. Si avrà così libero accesso a una comunità che a tutt'oggi conta 1100 tassonomisti con almeno 100 siti internet da visitare, per un totale di 130 mila collegamenti raccolti solo nei primi due anni dall'apertura del database.
Tutti i dati inseriti dagli utenti spaziano da bibliografie a classificazioni, da filogenesi a immagini, da mappe a dati su specie ed esemplari, studiati e analizzati da diversi punti di vista. Il social network raccoglie informazioni anche da alcuni noti database specializzati nella biodiversità come Encyclopedia of Life (vedi Galileo, Nasce l’Enciclopedia della vita) oppure Genbank, GBIF, Biodiversity Heritage Library, ma anche da social network generalisti come flickr, Google Scholar e Wikipedia.
“Il nostro obiettivo era creare un sistema che potesse motivare i singoli ricercatori a produrre, gestire e diffondere i loro dati – spiega Vincent Smith, uno dei creatori del software – ampliando allo stesso tempo gli utenti potenziali del servizio, che sono liberi di usare le informazioni raccolte come meglio credono”. (f.c.)
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Il tempo è una sfida per la comunicazione scientifica. Rendere conto di questa complessa variabile nel racconto della scienza è un compito che i comunicatori sono chiamati a svolgere con chiarezza e rigore, senza mancare però di affascinare e coinvolgere il pubblico. Grazie alla partecipazione di esperti di comunicazione, l’incontro punterà l’attenzione sui diversi modi in cui è possibile parlare del tempo nella scienza, a partire da tre particolari aree di interesse così da offrire il più ampio scenario possibile: la fisica, con la teoria del Big Bang; l’evoluzione, con la storia del viaggio attraverso il tempo dell’essere umano; la medicina narrativa, che usa i tempi del racconto della malattia per migliorare la condizione del paziente. -
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Lo “stress” è legato alle fantasie sul futuro: anche se in un dato momento proviamo un grande disagio, non ci sentiamo molto stressati a meno di non immaginare che il disagio si protrarrà nel tempo. Tre milioni di anni fa, i nostri antenati erano in competizione con altri animali selvatici nella savana africana. Essi sopravvissero perché ereditarono una risposta di “combattimento o fuga” che li aiutava ad affrontare l’emergenza con azioni tempestive in caso di minaccia, e perché svilupparono la capacità di pensare al passato, immaginare il futuro e pianificare azioni di conseguenza. Mentre questi sistemi, presi singolarmente, contribuivano in maniera efficace al miglioramento della sopravvivenza, operando insieme sono diventati una fonte di stress continuo. Fortunatamente molte culture umane hanno finito col trovare dei modi per allenare la mente a sospendere questa costante pianificazione della sopravvivenza, astrarsi dal flusso di pensieri e assaporare il momento presente. Questa conferenza esplorerà i modi in cui la scienza moderna sta adattando queste tecniche antiche per alleviare lo stress del mondo moderno.vai al sito galileoedit.it -
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