Galileo Giornale di scienza e problemi globali

02 Settembre 2010 | ultimo aggiornamento circa un'ora fa
Temi tecnologia

Radio libera 2.0

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Pubblicato il 18 Novembre 2009 10:47

Al tempo in cui quasi tutto è 2.0 qualcuno doveva pensarci. Per gli “speakeromani” e aspiranti deeJay arriva una piattaforma su cui dar vita al proprio show radiofonico con tanto di console virtuale, ascoltare i programmi degli altri e crearsi persino il palinsesto personalizzato. Il progetto di sei giovani italiani si chiama Spreaker ed è già vincitore di diverse competizioni per le imprese più innovative, ultima quella di R2BDays di Bologna (appena conclusa) dove il progetto ha ricevuto il primo premio da una giuria di trenta imprenditori di tutto il mondo. 

La web radio partecipativa sarà lanciata entro la prossima primavera ma è già possibile registrarsi al sito per ricevere la newsletter e rendersi conto di come funzionerà. In pratica, in modo completamente gratuito, chiunque potrà andare “on stream”  per far sentire al mondo ciò che ha da dire e promuovere i brani musicali originali di gruppi emergenti. “Non vi è alcuna selezione e le regole sono le stesse di YouTube”, spiega a Galileo Francesco Baschieri, uno degli ideatori della piattaforma, “Tutti sono liberi di far ascoltare ciò che vogliono;  ovviamente, se si violano i diritti di copyright c’è il rischio di essere oscurati”.

Il sito propone già una library di brani ed effetti - di cui Spreaker ha i diritti - per mixare parole e musica a piacimento senza avere alcune expertise in fatto di radio, ma servendosi della DeeJay Console™. Il tutto sarà interrotto solo da quattro minuti di pubblicità all’ora (uno ogni quindici minuti) che gli utenti potranno gestire all’interno dello show. Esisterà anche un social network legato alla web radio per permettere agli utenti di commentare e diventare fan dei programmi: non si vuole ricreare Faceboook o Twitter, ma dare la possibilità agli autori di avere un riscontro immediato dagli ascoltatori e sapere da quante persone sono seguiti.

Si potrà “spreakerare” da qualsiasi parte del mondo e in qualsiasi lingua. “La creazione di una community non è nulla di nuovo, ma l'applicazione alla produzione radiofonica è fortemente innovativa e non vi sono nel panorama internazionale piattaforme simili”, ha concluso Baschieri. (t.m.)

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