Galileo Giornale di scienza e problemi globali

08 Febbraio 2012 | ultimo aggiornamento circa 6 ore fa
Temi salute

Lo stress che porta in farmacia

0
di Caterina Visco | Pubblicato il 19 Novembre 2009 13:41

Donne e stress: una relazione pericolosa che spesso le porta a chiedere aiuto agli psicofarmaci. Quanto gli eventi dolorosi e lo stress quotidiano incidono sul benessere psicofisico delle donne? Possono i farmacisti trasformarsi in un punto di riferimento per quelle donne che ricorrono ai farmaci per superare situazioni difficili? Se lo sono chiesto i ricercatori del dipartimento di Medicina e Sanità pubblica dell'Università di Verona. Insieme alla commissione Pari Opportunità della Regione Veneto,infatti, hanno pensato di sfruttare questa assidua frequentazione tra donne e farmacisti per capire quanto gli eventi stressanti incidano sulla vita quotidiana delle donne e sulla loro salute mentale, valutando anche l’impatto di questi sull'uso (e abuso) di ansiolitici e antidepressivi.

L'indagine ha coinvolto 249 farmacisti di tutta la regione e 11357 donne. Ciascun farmacista ha intervistato 48 clienti femminili, una al giorno, nei mesi di maggio e ottobre 2008. Le donne erano scelte casualmente ma secondo un preciso criterio: 16 erano selezionate tra quelle che presentavano una prescrizione personale per un farmaco ansiolitico o un antidepressivo, e 32 tra quelle entrate in farmacia per una qualsiasi altra motivazione. Dopo una breve intervista su alcuni aspetti farmacologici generali, a ogni cliente selezionata era consegnato un questionario, da compilare in uno spazio riservato appositamente allestito, sullo stato familiare, la condizione lavorativa, l'autosufficienza, l’eventuale supporto psicologico, psichiatrico o sociale, e la presenza nella propria vita di eventi stressanti (per esempio violenza, lutto, problemi di salute, familiari, affettivi e finanziari), insieme a una valutazione del loro impatto sul proprio benessere.

Dall'analisi dei questionari e delle interviste è emerso che le partecipanti - in genere sposate, di età media intorno ai 50 anni e autonome nella vita quotidiana - assumevano prevalentemente farmaci per disturbi cardiovascolari, gastrointestinali e articolari. La maggior parte delle terapie ansiolitiche e/o antidepressive prescritte si protraeva da più di sei mesi, ma solo nel 26 per cento dei casi era supportata dall’intervento di uno psicologo o di uno psichiatra. Gli eventi stressanti più frequenti erano la morte di un parente stretto, problemi familiari e affettivi, difficoltà economiche. Come atteso dai ricercatori, questi eventi erano più frequenti nelle donne che presentavano prescrizioni per ansiolitici e antidepressivi (90 per cento del campione intervistato) rispetto alle altre (74 per cento). Poiché, notano i ricercatori, l'impatto sullo stato di benessere di queste vicende personali e familiari persiste spesso per diversi mesi, le donne sottoposte a terapie psicofarmacologiche tendono a prolungare il trattamento anche quando le linee guida lo sconsigliano.

“Le donne ricorrono ai farmaci anche perché non sempre trovano spazi di ascolto sufficienti”, spiega Anita Conforti, ricercatrice dell'Università di Verona e tra gli autori dello studio. “Il farmacista può diventare un punto di riferimento importante, se adeguatamente formato”. Tra gli scopi dell’indagine, infatti, vi era anche quello di promuovere una maggiore consapevolezza del problema in queste importanti figure professionali: i farmacisti hanno partecipato ad alcuni incontri preparatori, per mettere alla prova la loro abilità di counseling e capire se effettivamente potessero essere di aiuto in queste situazioni. Spesso però a condurre le donne verso l’uso di ansiolitici e antidepressivi sono problemi di carattere affettivo e socioeconomico: in questo caso bisogna trovare soluzioni che prescindano dal farmaco. “Anche per questo è importante che la ricerca si trasformi in un modello esportabile nelle altre regioni, per fare indagini capillari e approfondire le esigenze delle donne nelle diverse realtà locali. La speranza – conclude la ricercatrice - è che alla fine questi dati vengano utilizzati da chi decide le politiche sanitarie”.

Commenti lascia un commento

Nessun commento, per ora.

Lascia un commento

Autore

Caterina Visco

Little-n657142005_1016243_7576

Laureata in Scienze Biologiche, ha lavorato come web content editor per il portale medico Yahoo!Salute. Nel 2009, dopo uno stage a Internazionale, approda a Galileo, dove, oltre contribuire alla produzione dei contenuti, è community manager e coordinatrice della redazione. Scrive per diverse testate giornalistiche tra cui L'espresso, Wired, Le Scienze, Mente e Cervello, Nova - Sole 24 ore, Il Venerdì di Repubblica.


Vai alla pagina dell'autore

Oggi su Galileo

Sondaggio

L'Unione Europea ha approvato l'Anti-Counterfeit Trade Agreement (Acta), un provvedimento contro la contraffazione di beni di lusso (per esempio borse e accessori) e di prodotti coperti da diritti di proprietà intellettuale. L’Acta contiene anche misure contro gli Internet Service Provider che ospitino materiale coperto da copyright e che favoriscano la pirateria su scala commerciale. E’ giusto che le leggi sul copyright e la contraffazione per prodotti reali impongano sanzioni anche alla libera circolazione dei contenuti su Internet?

risultati

Segui Galileo su

Galileo Servizi Editoriali

Parole per la scienza

Galileo servizi editoriali è un service giornalistico che realizza inchieste per le principali testate italiane, sviluppa progetti di comunicazione per le aziende e gli enti di ricerca, produce formazione universitaria, organizza mostre, eventi, conferenze, realizza pubblicazioni su carta e siti web. vai al sito di Galileo Servizi Editoriali
  • Giochi da primate NATIONAL GEOGRAPHIC KIDS
  • Quelli che il twist L'ESPRESSO
  • Raccontare il tempo e i tempi della scienza FESTIVAL DELLE SCIENZE
  • Tempo e stress FESTIVAL DELLE SCIENZE
  • Botox nemico per la pelle L'ESPRESSO
  • La scienza fatta dal basso LINX MAGAZINE

Partners