Una Telethon per la matematica?
0Sono anni che tramite tutti i mezzi di comunicazione a disposizione si lanciano appelli per cercare di risolvere alcuni dei problemi dell’umanità. Tra i tanti problemi, quello della ricerca scientifica, in particolare per la medicina. Sembra che nel nostro paese non si possa fare più ricerca scientifica nel campo medico se non viene finanziata da sottoscrizioni, come se lo Stato, lo stato sociale, avesse altro di cui occuparsi. Certo, ben vengano finanziamenti aggiuntivi raccolti in tutte le maniere possibili ma è la politica della ricerca che non sembra tra le priorità di questo paese. Ed ecco che cominciano ad arrivare appelli per sostenere non solo la ricerca medica, che certo ha il vantaggio, se così si può dire, di incidere in modo immediato e coinvolgente sulla vita delle persone, ma anche la ricerca in settori che a prima vista non sembrano così strategici, e che invece lo sono assolutamente. Basti pensare che molta della ricerca medica di questi ultimi anni non sarebbe stata possibile se non ci fossero stati negli anni precedenti grandi risultati nel campo della matematica. Un esempio? Gli apparecchi diagnostici di nuova generazione.
Si può pensare allora a organizzare un Telethon per la matematica? Ma quali obiettivi bisognerebbe proporre al pubblico? Bisogna suscitare interesse ed emozioni, bisogna toccare il cuore delle persone perché mettano mano al portafoglio. La matematica è in grande parte ricerca di base, e di molta di questa ricerca non si riesce a comprendere a pieno le potenzialità future. Ma quello che ci ricorda la storia della scienza è che la matematica, le ricerche matematiche, hanno una utilità assolutamente essenziale, magari anche molti anni dopo che sono stati ottenuti dei risultati.
Nel concreto: Mariano Giaquinta, matematico della Scuola Normale Superiore di Pisa, direttore del Centro di Ricerca Matematica Ennio De Giorgi (CRM), ha lanciato un appello per salvare la sua struttura. Nei dieci anni della sua storia, il centro ha ospitato 4.000 ricercatori di tutto il mondo, gli stessi a cui ora il direttore ha scritto per chiedere un contributo che possa finanziare la ricerca delle giovani leve della matematica. La crisi economica si è infatti abbattuta sulle finanze del centro, la cui unica fonte di finanziamento sono le tre università di Pisa, anch'esse alle prese con le ristrettezze dei fondi pubblici. Dal momento che i tentativi di avere fondi da istituzioni locali sia pubbliche che private non hanno prodotto risultati, il direttore ritiene che se i tanti scienziati che hanno visitato il Centro contribuiranno alla sua sopravvivenza con delle donazioni, le istituzioni che sinora non hanno raccolto l’appello potrebbero essere convinte a farlo.
La speranza è quindi che l'appello venga raccolto da molti, non solo da coloro che hanno avuto la fortuna di passare dei periodi di studio al Centro di Ricerca Matematica De Giorgi. È infatti un dato certo che la diffusione delle conoscenze matematiche è uno dei parametri più importanti per valutare la capacità di un pese di svilupparsi in tutti i settori. Perché investire nella matematica è investire nel nostro futuro.
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Autore
Michele Emmer
Professore di matematica all’università di Roma Sapienza, si occupa di superfici minime e di calcolo delle variazioni, di computer graphics, dei rapporti tra matematica e arte, tra matematica e cultura, di film, di mostre.
Ha realizzato 18 film della serie “Arte e matematica” tra cui il film su Escher. Organizza da 14 anni il convegno “Matematica e cultura” a Venezia, è editor della serie Springer “Mathematics and Culture” e della serie “The Visual Mind”, MIT Press. Ha scritto per 25 anni su L’Unita’, Diario, Sapere. Il suo ultimo libro è "Bolle di sapone tra arte e matematica” (Bollati Boringhieri 2009).
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