Pecore senza genoma materno
0Un embrione di pecora ottenuto da due Dna maschili. Lo hanno realizzato i ricercatori dell'Università di Teramo, coordinati da Grazyna Ptak, docente della Facoltà di Medicina Veterinaria (la stessa che nel 2001 ha clonato un esemplare di muflone sardo, vedi Galileo). Si tratta della prima volta che viene prodotto questo tipo di embrione, chiamato androgenote, di un animale di interesse veterinario e non di topo. La sperimentazione rientra in un progetto triennale che ha ottenuto dal Consiglio europeo della ricerca, in seno al programma "Idee", un finanziamento di 400mila euro.
Gli embrioni sono stati ottenuti tramite micro-manipolazione dei gameti. Quello che hanno fatto i ricercatori, guidati dalla professoressa Ptak e da Pasqualino Loi (che ha collaborato anche con il gruppo di ricerca che ha clonato la pecora Dolly ed è tra i massimi esperti italiani di questo campo della genetica) è stato prelevare le cellule uovo dalle ovaie di alcune pecore (prelevate dal mattatoio) e portarle a maturazione in vitro. Successivamente da queste cellule uovo è stato prelevato il nucleo contenente il materiale genetico e sostituito con due spermatozoi.
“Oltre una ventina di giorni lo sviluppo di un feto monoparentale di questo tipo non procede, perché servono geni specifici del Dna materno - racconta a Galileo Grazyna Ptak, coordinatrice del progetto – Ma il nostro scopo non è creare individui, quanto studiare alcune patologie nella gravidanza della donna”.
Come raccontano i ricercatori, il Dna materno e paterno hanno un ruolo complementare, entrambi servono per il corretto sviluppo del feto. I geni paterni, in particolare, sono responsabili dello sviluppo della placenta; quindi un androgenote dovrebbe presentare un feto sottosviluppato e una placenta sproporzionata. Nella maggior parte delle patologie che colpiscono il feto, come per esempio il diabete, si osserva un’alterazione della placenta e un feto sottopeso. "Il modello quindi ci permetterà di studiare queste patologie a livello genico”, precisa la Ptak.
Ovviamente anche il modello monoparentale materno è utile per questo tipo di studi ma è più semplice da ottenere (ed è stato già ottenuto da loro e da altri sin dal 1998). La tecnica messa a punto dal gruppo di Teramo - formato oltre alla Ptak e a Loi - da giovani ricercatori tutti al di sotto dei trent’anni - ha un efficienza molto alta, appena inferiore a quella delle tradizionali fecondazioni in vitro: 25 -30 per cento.
“Nessuno ancora si è mai preoccupato di descrivere la morfologia di questi modelli monoparentali. Uno dei nostri obiettivi invece è proprio quello di riuscire a elaborare e pubblicare descrizioni accurate e utili allo studio delle patologie della gravidanza”, ha concluso la ricercatrice. (c.v.)
Leggi anche
-
L'impulsività nel Dna
23 Dicembre 2010 -
La battaglia delle ovaie
21 Dicembre 2009 -
Dna in 3D, compattezza frattale
09 Ottobre 2009
Commenti lascia un commento
Nessun commento, per ora.Lascia un commento
Oggi su Galileo
-
Se la Nasa abbandona le missioni su Marte
circa 6 ore fa -
Le proposte del Parlamento per l'Agenda digitale
circa 6 ore fa -
La nuova fibra ottico-elettronica
circa 8 ore fa
Sondaggio
Segui Galileo su
Galileo Servizi Editoriali
Parole per la scienza
Galileo servizi editoriali è un service giornalistico che realizza inchieste per le principali testate italiane, sviluppa progetti di comunicazione per le aziende e gli enti di ricerca, produce formazione universitaria, organizza mostre, eventi, conferenze, realizza pubblicazioni su carta e siti web. vai al sito di Galileo Servizi Editoriali-
Giochi da primate
NATIONAL GEOGRAPHIC KIDS
Giochi da primate
I piccoli di scimpanzé giocano esattamente come i cuccioli di umani: fanno le lotte e si sfidano a ruba bandiera. E nessuno si fa mai male seriamente
(continua a leggere su National Geographic Kids n.17)
vai al sito galileoedit.it -
Quelli che il twist
L'ESPRESSO
Quelli che il twist
A Greifswald, in Germania, è stat completata la struttura base di Wendelstein 7-X: il reattore che potrebbe rappresentare il piano B nel caso in cui ITER - il più grande esperimento sulla fusione termonucleare in corso - dovesse deludere le aspettative
(continua a leggere su L'Espresso n.5)
vai al sito galileoedit.it -
Raccontare il tempo e i tempi della scienza
FESTIVAL DELLE SCIENZE
Raccontare il tempo e i tempi della scienza
Bruno Arpaia
Francesco Cavalli Sforza
Stefania Polvani
Moderatore Elisa Manacorda, Galileo
vai al sito galileoedit.it
Il tempo è una sfida per la comunicazione scientifica. Rendere conto di questa complessa variabile nel racconto della scienza è un compito che i comunicatori sono chiamati a svolgere con chiarezza e rigore, senza mancare però di affascinare e coinvolgere il pubblico. Grazie alla partecipazione di esperti di comunicazione, l’incontro punterà l’attenzione sui diversi modi in cui è possibile parlare del tempo nella scienza, a partire da tre particolari aree di interesse così da offrire il più ampio scenario possibile: la fisica, con la teoria del Big Bang; l’evoluzione, con la storia del viaggio attraverso il tempo dell’essere umano; la medicina narrativa, che usa i tempi del racconto della malattia per migliorare la condizione del paziente. -
Tempo e stress
FESTIVAL DELLE SCIENZE
Tempo e stress
Lectio Magistralis di Ronald D. Siegel
Introduce: Lorenzo Mannella, Galileo
Lo “stress” è legato alle fantasie sul futuro: anche se in un dato momento proviamo un grande disagio, non ci sentiamo molto stressati a meno di non immaginare che il disagio si protrarrà nel tempo. Tre milioni di anni fa, i nostri antenati erano in competizione con altri animali selvatici nella savana africana. Essi sopravvissero perché ereditarono una risposta di “combattimento o fuga” che li aiutava ad affrontare l’emergenza con azioni tempestive in caso di minaccia, e perché svilupparono la capacità di pensare al passato, immaginare il futuro e pianificare azioni di conseguenza. Mentre questi sistemi, presi singolarmente, contribuivano in maniera efficace al miglioramento della sopravvivenza, operando insieme sono diventati una fonte di stress continuo. Fortunatamente molte culture umane hanno finito col trovare dei modi per allenare la mente a sospendere questa costante pianificazione della sopravvivenza, astrarsi dal flusso di pensieri e assaporare il momento presente. Questa conferenza esplorerà i modi in cui la scienza moderna sta adattando queste tecniche antiche per alleviare lo stress del mondo moderno.vai al sito galileoedit.it -
Botox nemico per la pelle
L'ESPRESSO
Botox nemico per la pelle
Blocca i muscoli. E spiana le rughe. Col rischio di paralisi e danni nervosi. E' il lato oscuro del superbusiness. Ma un'alternativa c'è
E ancora
Dinosauro da record
(continua a leggere su L'Espresso n.4)
vai al sito galileoedit.it -
La scienza fatta dal basso
LINX MAGAZINE
La scienza fatta dal basso
Dal videogioco per trovare la forma delle proteine a quello per classificare la morfologia delle galassie: con la citizen science, si gioca per contribuire alla ricerca.
(continua a leggere qui)
vai al sito galileoedit.it
