A spasso per la Roma antica
0Oltre 1800 metri quadrati di rovine della Roma imperiale. Case di lusso, dove abitavano senatori e prefetti, con tanto di porticati, terme private, piscine, mosaici di 500 mila tessere policrome di pietre e ogni tipo di sculture e tesori. Questa enorme ricchezza, testimonianza dell’esistenza di una vera e propria city del senato direttamente dietro al foro Traiano e risalente a un periodo tra il II e il IV secolo d.C., giace sotto Palazzo Valentini, la sede della Provincia di Roma. Che per svelare l’enorme patrimonio e i nuovi ritrovamenti da oggi riapre al pubblico il proprio Museo multimediale, progettato dal giornalista scientifico Piero Angela e dal fisico Paco Lanciano. Il percorso resterà aperto fino al 6 gennaio (ore 10-17, partenza ogni 15 minuti).
Attraverso effetti luminosi e tecniche di computer graphic il museo ricostruisce l’aspetto della Roma di Adriano permettendo ai visitatoti di fare un viaggio, a braccetto con il padrone di casa, camminando su mosaici policromi, basolati, pareti che si ergono attraverso ricostruzioni virtuali. Un mix di effetti luminosi e di commento sonoro, diffuso da piccoli altoparlanti a pioggia, che fanno rivivere in prima persona i fasti di Roma antica.
Il complesso comprende due grandi siti: due Domus romane, rinvenute lungo via di Sant’Eufemia e già aperte al pubblico nel 2005. Per la ricchezza degli apparati decorativi e per la vastità del complesso termale interno e degli ambienti annessi, gli esperti ritengono che si trattasse di case abitate da persone delle classi sociali elevate. Un alveare di terme, cisterne, porticati, sale, anfore, piatti, stoviglie dell’epoca, oltre al rinvenimento, dalla parte di vicolo S. Bernardo, di due grossi setti murari, ortogonali tra loro, parte di un palazzo pubblico alto fino a tre piani, che potrebbe essere il “Tempio del Divo Traiano”, citato dalla storiografia ma mai trovato fino ad ora.
A queste rovine si aggiungono quelle delle Piccole Terme di Traiano, una vera e propria area termale collegata alle abitazioni, con vasche per acqua calda e fredda e percorsi climatici come in una sauna dove filtrava acqua calda a 60°. Questi ritrovamenti sono accessibili da oggi con una visita virtuale di 20 minuti che si aggiunge a quella di un’ora delle Domus. “Abbiamo ricreato il percorso che avrebbe fatto il visitatore accompagnato dal padrone di casa nei vari locali delle terme, comprese la sauna e la palestra”, ha spiegato Piero Angela. “Abbiamo anche ricostruito il dramma finale di questa casa, abbandonata e probabilmente distrutta da un terremoto nel 538 d. C.”.
Le indagini avviate a marzo 2009 hanno portato alla lucevi ambienti nell’area termale, tra i quali un grande frigidarium coperto probabilmente da una volta a botte, con un’ampia vasca per l’acqua fredda, e un ambiente collegato al frigidarium, la cui destinazione però è ancora tutta da scoprire. Il pavimento di quest’area ha una lavorazione finissima, fatta di marmi pregiati come il porfido, il serpentino, il giallo antico e l’africano. Al piano superiore c’è un altro ambiente, anch’esso con uno splendido pavimento in opus sectile di circa 40 metri quadri. I disegni delle mattonelle mostrano grandi quadrifogli con foglie composte da mandorle in giallo antico su un fondo verde in serpentino e tra le foglie spuntano coppie di quadrati opposte a coppie di cerchi. Si tratta di decorazioni che non si ritrovano altrove, dicono gli archeologi, e che sono simili solo alle domus più antiche di Ostia, come quella di “Amore e psiche” del IV secolo.
“Con le indagini del 2010 vogliamo ricostruire il tessuto storico, urbanistico e architettonico di quest’area di Roma antica e capire cosa avvenisse al di là di queste case, quale era il punto di collegamento con il Foro di Traiano”, ha detto Eugenio La Rocca, direttore scientifico degli scavi. “Accanto alla chiesa di S. Maria di Loreto sono stati rinvenuti degli auditori a testimonianza del fatto che l’area era frequentata da intellettuali e da allievi”. Gli scavi che si svolgeranno negli ambienti interrati di Palazzo Valentini, nella parte sud verso il Foro, serviranno poi a capire se sia mai davvero esistito il Tempio di Divo Traiano, come lascerebbero pensare le ricche Domus e l’impianto termale.
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Autore
Roberta Pizzolante
Giornalista pubblicista dal 2005, è laureata in Sociologia e ha un master in "Le scienze della vita nel giornalismo e nei rapporti politico-istituzionali" conseguito alla Sapienza. Fa parte della redazione di Galileo dal 2001, dove si occupa di ambiente, energia, diritti umani e questioni di rilevanza etica e sociale. Per Sapere, bimestrale di scienza, si occupa dell'editing e della ricerca iconografica. Nel corso negli anni ha svolto vari corsi di formazione e stage nell'ambito della comunicazione (Internazionale, Associated Press, ufficio stampa della Sapienza di Roma, Wwf Italia). Ha scritto per diverse testate tra cui L'espresso, Le Scienze, Mente&Cervello, Repubblica.it, La Macchina del Tempo, Ricerca e Futuro (Cnr), Campus Web, Liberazione, Il Mattino di Padova. Dal 2007 al 2009 ha curato l'agenda degli appuntamenti per il settimanale Vita non Profit.
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