Planck, caccia alla prima luce dell'Universo
0Dalle prime settimane di missione del satellite Planck abbiamo ottenuto immagini di strutture galattiche ed extragalattiche già note, ma con una risoluzione inedita, di gran lunga superiore a quella delle sonde Nasa Cobe e Wmap. È il primo risultato, importantissimo, della sonda della Agenzia spaziale europea (Esa), in orbita dal 14 maggio scorso (vedi Galileo): ci dice che gli strumenti, costati 17 anni di lavoro, stanno funzionando esattamente come ci si aspettava. Premessa non di poco conto visto che Planck - primo progetto europeo per lo studio della radiazione cosmica di fondo a microonde, cioè l’energia rilasciata nello Spazio primordiale circa 14 miliardi di anni fa – vuole indagare il destino dell’Universo e svelare la natura della materia e dell'energia oscura. Ne abbiamo parlato con Marco Bersanelli, docente di astrofisica all'Università di Milano nonché tra i progettisti del satellite.
Professor Bersanelli, come è cominciato il Progetto Planck?
Tutto è partito nel 1992, all’indomani della scoperta delle lievi irregolarità nell’intensità del fondo cosmico da parte del satellite Cobe della Nasa. Quella scoperta ha ci mostrato un Universo primordiale affatto uniforme, con in sé già i semi delle galassie, degli ammassi e di tutte le strutture che osserviamo oggi. Con Reno Mandolesi dell’Istituto nazionale di astrofisica di Bologna ed altri ricercatori è stata immaginata, qui in Italia, una missione spaziale che studiasse queste irregolarità. Indipendentemente, un gruppo in Francia ha ideato una missione analoga. L’Agenzia Spaziale Europea (Esa) ha unito i due progetti e noi italiani ci siamo occupati di creare uno strumento di registrazione a basse frequenze, chiamato Low Frequency Instrument. Ci sono voluti molti anni, ma oggi Planck è una realtà grazie alla quale la cosmologia diventerà definitivamente una scienza di precisione e noi studiosi avremo un terreno solido per le osservazioni dei prossimi venti anni.
Come funziona il Low Frequency Instrument?
Si tratta di una schiera di 22 ricevitori radiometrici raffreddati a 20 Kelvin (circa 253 gradi centigradi sotto lo zero, ndr.), basasti sull'ultima generazione di amplificatori a bassissimo rumore chiamati Hemt, per “high electron mobility transistor”. Il Low Frequency Instrument osserva il cielo alle frequenze molto basse che corrispondono a lunghezze d'onda fra 4 e 10 millimetri. Il design dei ricevitori assicura una straordinaria stabilità del segnale, una caratteristica importante dello strumento.
In cosa è diverso Planck dai suoi predecessori?
Planck è molto più potente e sofisticato sia di Cobe che di Wmap, un secondo satellite lanciato dalla Nasa nel 2001 dedicato allo studio del fondo cosmico. Sono due le novità assolute di Planck:la prima è, come detto, che il piano focale è raffreddato a temperature prossime allo zero assoluto, il che permette ai suoi detector di raggiungere sensibilità senza precedenti; la seconda è l’ampio intervallo di lunghezze d’onda scrutate che consente di discriminare con grande precisione la luce cosmologica da quella emessa dalla nostra galassia e da sorgenti extragalattiche.
Che tipo di informazioni si possono ottenere?
Planck sarà in grado di registrare le irregolarità del fondo cosmico. L’Universo primordiale è immaginato come una distesa uniforme e incandescente, nella quale la materia oscura aveva incominciato ad aggregarsi e a richiamare, per forza di gravità, il fluido di barioni e fotoni, cioè la materia ordinaria di cui sono fatte tutte le cose che conosciamo. Questo provocò oscillazioni di masse enormi di materiale in forma di onde acustiche a diverse scale, quasi una sinfonia che accompagnava la formazione delle prime strutture cosmiche. Le irregolarità o, meglio, le anisotropie del fondo cosmico sono la traccia di quella musica primordiale.
Cosa permetterà di studiare?
Le prestazioni di Planck consentiranno di realizzare una mappa completa e molto precisa della temperatura e della polarizzazione della prima luce. Potremo estrarre il valore dei parametri cosmologici fondamentali di dinamica, composizione e curvatura dell’Universo e, magari, comprendere la natura della materia oscura e dell’energia oscura. Inoltre, se siamo fortunati, potremo vedere gli indizi dell’inflazione, cioè di una fase dell’espansione rapidissima dell’Universo che avrebbe fissato le proprietà geometriche dello spazio-tempo nelle primissime frazioni di secondo dopo il Big Bang.
Leggi anche
-
Nella Carena di Giasone una fucina di stelle
4 giorni fa -
Una roccia svela la storia magnetica della Luna
15 giorni fa -
La migliore fotografia della Terra
16 giorni fa
Commenti lascia un commento
Nessun commento, per ora.Lascia un commento
Autore
Caterina Visco
Laureata in Scienze Biologiche, ha lavorato come web content editor per il portale medico Yahoo!Salute. Nel 2009, dopo uno stage a Internazionale, approda a Galileo, dove, oltre contribuire alla produzione dei contenuti, è community manager e coordinatrice della redazione. Scrive per diverse testate giornalistiche tra cui L'espresso, Wired, Le Scienze, Mente e Cervello, Nova - Sole 24 ore, Il Venerdì di Repubblica.
Vai alla pagina dell'autore
Oggi su Galileo
-
Ma perché le zebre sono a strisce?
1 giorno fa -
Un farmaco anticancro contro l’Alzheimer
1 giorno fa -
Concordia: le immagini dello scafo in 3D
1 giorno fa
Sondaggio
Segui Galileo su
Galileo Servizi Editoriali
Parole per la scienza
Galileo servizi editoriali è un service giornalistico che realizza inchieste per le principali testate italiane, sviluppa progetti di comunicazione per le aziende e gli enti di ricerca, produce formazione universitaria, organizza mostre, eventi, conferenze, realizza pubblicazioni su carta e siti web. vai al sito di Galileo Servizi Editoriali-
Epatite C sei in trappola
L'ESPRESSO
Epatite C sei in trappola
Colpire il virus e impedire che si diffonda nell'organismo. Una nuova classe di farmaci cambia il destino di milioni di malati
vai al sito galileoedit.it -
Giochi da primate
NATIONAL GEOGRAPHIC KIDS
Giochi da primate
I piccoli di scimpanzé giocano esattamente come i cuccioli di umani: fanno le lotte e si sfidano a ruba bandiera. E nessuno si fa mai male seriamente
(continua a leggere su National Geographic Kids n.17)
vai al sito galileoedit.it -
Quelli che il twist
L'ESPRESSO
Quelli che il twist
A Greifswald, in Germania, è stat completata la struttura base di Wendelstein 7-X: il reattore che potrebbe rappresentare il piano B nel caso in cui ITER - il più grande esperimento sulla fusione termonucleare in corso - dovesse deludere le aspettative
(continua a leggere su L'Espresso n.5)
vai al sito galileoedit.it -
Raccontare il tempo e i tempi della scienza
FESTIVAL DELLE SCIENZE
Raccontare il tempo e i tempi della scienza
Bruno Arpaia
Francesco Cavalli Sforza
Stefania Polvani
Moderatore Elisa Manacorda, Galileo
vai al sito galileoedit.it
Il tempo è una sfida per la comunicazione scientifica. Rendere conto di questa complessa variabile nel racconto della scienza è un compito che i comunicatori sono chiamati a svolgere con chiarezza e rigore, senza mancare però di affascinare e coinvolgere il pubblico. Grazie alla partecipazione di esperti di comunicazione, l’incontro punterà l’attenzione sui diversi modi in cui è possibile parlare del tempo nella scienza, a partire da tre particolari aree di interesse così da offrire il più ampio scenario possibile: la fisica, con la teoria del Big Bang; l’evoluzione, con la storia del viaggio attraverso il tempo dell’essere umano; la medicina narrativa, che usa i tempi del racconto della malattia per migliorare la condizione del paziente. -
Tempo e stress
FESTIVAL DELLE SCIENZE
Tempo e stress
Lectio Magistralis di Ronald D. Siegel
Introduce: Lorenzo Mannella, Galileo
Lo “stress” è legato alle fantasie sul futuro: anche se in un dato momento proviamo un grande disagio, non ci sentiamo molto stressati a meno di non immaginare che il disagio si protrarrà nel tempo. Tre milioni di anni fa, i nostri antenati erano in competizione con altri animali selvatici nella savana africana. Essi sopravvissero perché ereditarono una risposta di “combattimento o fuga” che li aiutava ad affrontare l’emergenza con azioni tempestive in caso di minaccia, e perché svilupparono la capacità di pensare al passato, immaginare il futuro e pianificare azioni di conseguenza. Mentre questi sistemi, presi singolarmente, contribuivano in maniera efficace al miglioramento della sopravvivenza, operando insieme sono diventati una fonte di stress continuo. Fortunatamente molte culture umane hanno finito col trovare dei modi per allenare la mente a sospendere questa costante pianificazione della sopravvivenza, astrarsi dal flusso di pensieri e assaporare il momento presente. Questa conferenza esplorerà i modi in cui la scienza moderna sta adattando queste tecniche antiche per alleviare lo stress del mondo moderno.vai al sito galileoedit.it -
La scienza fatta dal basso
LINX MAGAZINE
La scienza fatta dal basso
Dal videogioco per trovare la forma delle proteine a quello per classificare la morfologia delle galassie: con la citizen science, si gioca per contribuire alla ricerca.
(continua a leggere qui)
vai al sito galileoedit.it
