Antenati a quattro zampe
0Se quelle trovate da Grzegorz Niedźwiedzki a Zachelmie, in Polonia, sono davvero impronte, e se la loro datazione è corretta, allora siamo di fronte alla più antica testimonianza di quadrupedi terrestri. Le tracce, infatti, risalgono a 395 milioni di anni fa, ben 18 milioni di anni prima dei più “vecchi” fossili di tetrapodi di cui disponiamo. Il che dà una bella scossa al mondo della paleontologia, perché sposta indietro di non poco tempo la comparsa dei primi animali con quattro zampe e dita. Come se non bastasse, le impronte precederebbero di dieci milioni di anni anche i reperti degli animali ritenuti fino ad oggi le specie “di passaggio” tra i pesci e le forme di vita terrestri.
La notizia del ritrovamento e la descrizione della serie di impronte sono riportate su Nature da Niedźwiedzki e dal suo team dell’Università di Varsavia. Nella cava di Zachelmie, i ricercatori hanno trovato circa 220 “stampi naturali” in calcare, che vanno dai due centimetri ai venti; di queste, solo una ventina sono abbastanza ben preservate da fornire informazioni su chi le può aver lasciate: animali di diversa taglia, dal mezzo metro ai due metri e mezzo. Alcune mostrano la caratteristica depressione nella parte posteriore riscontrabile in numerose impronte del triassico ritrovate sempre in Polonia.La datazione è stata ottenuta con un metodo stratigrafico, grazie al ritrovamento di altri animali fossili, chiamati conodonti, ritrovati negli stessi strati.
Come detto, finora la presenza di animali quadrupedi era attestata al Devoniano superiore (stadio Famenniano, 374-359 milioni di anni fa) sulla base di ritrovamenti di fossili scheletrici di due specie, Ichthyostega e di Acanthostega, considerati fino ad oggi i primi animali capaci di muoversi su quattro arti dotati di dita. I loro predecessori, i cosiddetti pesci tetrapodomorfi (come Tiktaalik o Panderichtys), avevano infatti solo pinne carnose.
Uno studio che sostiene la presenza di animali già così grandi in un periodo tanto remoto (nel Devoniano medio, stadio Eifeliano) sembra quindi destinato a sollevare critiche e dubbi (come già sta accadendo), soprattutto in mancanza di reperti scheletrici. Ma le scansioni laser e i risultati delle indagini proverebbero che queste impronte appartengono realmente a tetrapodi. Anche la loro disposizione indicherebbe un’andatura da vero quadrupede, impossibile per un animale di transizione come il Tiktaalik.
Secondo gli autori dello studio, inoltre, il rinvenimento delle tracce fossili in sedimenti marini risalenti al Devoniano medio suggerirebbe anche che l’origine dei tetrapodi potrebbe non essere avvenuta in ambienti fluviali, come si è sempre ritenuto, ma vicino al mare.
Riferimento: Vol 463|7 January 2010| doi:10.1038/nature0862
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