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08 Febbraio 2012 | ultimo aggiornamento circa 6 ore fa
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Sulle ali del vento

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Pubblicato il 05 Febbraio 2010 15:12

Gli insetti saranno pure piccoli, ma non per questo si lasciano scoraggiare dalle distanze. Farfalle e falene, per esempio, sono in grado di migrare per centinaia di chilometri, al pari di uccelli e mammiferi. Come? Sfruttando i venti favorevoli e correggendo la direzione di volo quando le correnti li portano troppo lontani dalla meta.

A spiegare dalle pagine di Science in che modo questi insetti riescano ad affrontare viaggi così lunghi, è un gruppo di ricerca coordinato da Jason Chapman del Rothamsted Research, un istituto del britannico Biotechnology and Biological Sciences Research Council.

Molti insetti affrontano migrazioni stagionali per superare l’inverno. In autunno, per esempio, alcune specie volano dall’Inghilterra verso i paesi del Mediterraneo alla ricerca di climi più miti. In primavera, poi, percorrono il tragitto inverso per tornare a casa. Sino ad oggi, nessun entomologo era riuscito a capire in che modo gli insetti riuscissero a compiere viaggi tanto impegnativi.

Ci sono riusciti i ricercatori britannici studiando le migrazioni di oltre centomila esemplari di farfalle e falene. I dati, collezionati in sette anni grazie a particolari radar, provengono da 569 voli compiuti in autunno e primavera, da e verso la Gran Bretagna, ad altitudini comprese tra i 150 e i 1.200 metri. Lo studio ha dimostrato che, per individuare i venti che possono trasportarli nella direzione desiderata, gli insetti sfruttano la stessa “bussola interna” utilizzata per orientarsi. In questo modo, riescono a volare raggiungendo anche i cento chilometri orari. Ma farfalle e falene non si lasciano semplicemente trascinare: quando le correnti li allontanano oltre i venti gradi dalla direzione prefissata, correggono la rotta anche a costo di volare contro vento.

Per capire se e in che modo i venti influenzassero le prestazioni di volo, i ricercatori hanno poi utilizzato un software di simulazione per il movimento di particelle atmosferiche. È stato così scoperto che, sfruttando le correnti, gli insetti riescono quasi a raddoppiare la loro capacità di spostamento. “Combinando i risultati ottenuti dai radar con un modello di movimento atmosferico”, aggiunge Laura Burgin, altra autrice dello studio, “abbiamo scoperto che, grazie ai venti favorevoli, gli insetti possono viaggiare a velocità maggiori di molti uccelli migratori, cosa molto importante considerato il loro breve ciclo di vita”. (m.s.)

Riferimenti: Science DOI: 10.1126/science.1182990

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