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02 Settembre 2010 | ultimo aggiornamento 21 minuti fa
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Padre grande, figli maschi

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Pubblicato il 08 Marzo 2010 15:50

Se il padre è di grandi dimensioni nasceranno figli maschi, se è mingherlino nasceranno femmine. È la “scelta” del sesso del nascituro che fanno, secondo due biologi del Dartmouth College di Hanover, le femmine di un particolare tipo di lucertola, apparentemente in grado di controllare il genere della prole. Queste, infatti, mettono al mondo più figli maschi quando si accoppiano con partner di grandi dimensioni, e più figlie femmine quanto il partner è piccolo. Secondo gli autori dello studio pubblicato su Science, le lucertole eserciterebbero tale controllo per garantire ai figli maschi i geni della “taglia forte”, che aumenta la loro probabilità di sopravvivenza. Questo vantaggio selettivo a favore del più grosso varrebbe solo nel genere maschile, mentre la stazza appare ininfluente per la fitness del sesso femminile.

Per comprendere questo meccanismo, Robert Cox e Ryan Calsbeek hanno studiato il comportamento riproduttivo di alcuni esemplari in cattività di Anolide bruno (Anolis sagrei), una lucertola originaria delle isole caraibiche. I due ricercatori hanno trovato che le femmine di questa specie hanno un debole per i maschi più grandi, anche se l’accoppiamento avviene comunque con diversi partner. La selezione dello sperma - in modo che i maschi siano figli prevalentemente di quelli più massicci - avverrebbe quindi in un momento successivo.

Per verificare l’esistenza di un vantaggio selettivo, Cox e Calsbeek hanno misurato il tasso di sopravvivenza dei piccoli una volta rilasciati nel loro habitat naturale nelle Bahamas. “Come avevamo previsto, la sopravvivenza della prole maschile aumenta in relazione alle dimensioni del padre”, ha raccontato Calsbeek, “al contrario della sopravvivenza delle figlie, che non ne viene influenzata”. Come spiegato dai ricercatori, i geni vantaggiosi per un genere sono spesso diversi da quelli vantaggiosi per l'altro, il che rappresenta un enigma poiché i due sessi condividono la maggior parte del Dna. Ma la vera domanda riguarda il meccanismo con cui le femmine di Anolis controllano il sesso della progenie e la ratio tra i due generi. I ricercatori, però, non hanno ancora una risposta. (a.o.)

Riferimenti: DOI: 10.1126/science.1185550

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