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02 Settembre 2010 | ultimo aggiornamento 24 minuti fa
Temi salute

Hiv, dalle banane una nuova arma

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Pubblicato il 16 Marzo 2010 08:39

Una banana è costituita da potassio, vitamine, fibre, carboidrati, ma anche da una particolare proteina, la lectina BanLec. Questa sostanza è un inibitore della trasmissione sessuale dell'Hiv e potrebbe diventare un ingrediente economico per i microbicidi vaginali. A rivelarlo è uno studio della University of Michigan Medical School, pubblicato sul Journal of Biological Chemistry, secondo il quale la lectina BanLec sarebbe altrettanto efficace quanto due farmaci - T-20 e maraviroc - al momento utilizzati clinicamente.

Le lectine sono proteine che legano gli zuccheri, possono identificare agenti estranei a un organismo, come i virus, e attaccarli. I ricercatori statunitensi hanno scoperto che la proteina BanLec può legarsi alla struttura proteica (capside gp120) ricca di carboidrati che circonda il virus Hiv-1 e bloccarne l'ingresso nella cellula.

Secondo lo studio, usare le lectina al posto dei farmaci con  T-20 e maraviroc non solo sarebbe più economico ma fornirebbe una protezione maggiore. “Uno dei maggiori problemi che si presentano con i farmaci contro l'Hiv è la mutabilità del virus e la sua capacità di sviluppare una resistenza. Fare questo è più difficile per il virus in presenza della lectina”, ha spiegato Michael D. Swanson, autore dello studio e dottorando in immunologia: “BanLec può legare diversi  zuccheri che si trovano in differenti punti del capside. Quindi, prima di sviluppare una resistenza definitiva, al virus occorrerebbero numerose mutazioni”.

Swanson sta cercando di sviluppare un processo per alterare la proteina e migliorare la sua efficacia. L'uso clinico di questa lectina infatti è ancora lontano, ma il ricercatore è convinto che potrebbe presto essere usata da sola o in combinazioni con altri farmaci come microbicida vaginale per prevenire l'infezione. “Anche un modesto successo potrebbe salvare milioni di vite”, ha concluso Swanson. (c.v.)

Riferimenti: The Journal of Biolgical Chemistry  doi: 10.1074/jbc.M109.034926


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