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11 Febbraio 2012 | ultimo aggiornamento circa 16 ore fa
Temi tecnologia

Un radar italiano contro le mine

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Pubblicato il 29 Giugno 2010 09:00
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Ci sono circa cento milioni di mine antipersona sotterrate in 78 paesi del mondo. Un radar chiamato Rascan e messo a punto con il contributo di due ricercatori italiani - Lorenzo Capineri e Pierluigi Falorni dell’Università di Firenze - potrebbe limitare il numero di morti e mutilazioni causati da questi ordigni: 6.000 incidenti in totale ogni anno, con una vittima ogni 1.000 recuperi. Il dispositivo è stato appena presentato a Londra in occasione della Summer Science Exibition, allestita per celebrare i 350 anni della Royal Society.

Rascan è l’unico rappresentante della ricerca italiana a essere stato selezionato tra i progetti innovativi di scienza e tecnica di utilità sociale presentati per la mostra. Si tratta di un radar olografico a microonde in grado di rivelare forma e dimensioni di oggetti posti fino a quindici centimetri sotto terra, restituendo immagini ad alta risoluzione. È uno strumento veloce, in grado di scovare mine nel suolo con un’accuratezza superiore a quella dei normali metal detector. Questi, infatti, sono in grado di rivelare solo le parti metalliche, limitate nelle mine antipersona di nuova generazione rivestite di plastica. Inoltre, come hanno osservato i due ricercatori, i metal detector sono aspecifici, segnalano qualsiasi detrito sospettato di essere una mina, facendo perdere molto tempo e risorse economiche.

“Grazie alla facilità dell’interpretazione delle immagini, il radar olografico permette di abbassare il rischio per l’operatore addetto allo sminamento, di ridurre i fattori di errore dovuti a stanchezza e i tempi (e quindi i costi) delle indagini su grandi aree", ha spiegato Capineri. Il ricercatore ha sottolineato però che il dispositivo può avere anche altri impieghi come, per esempio, la diagnostica non distruttiva di elementi strutturali di opere murarie o in legno, o le indagini sui beni culturali e sulle strutture in cemento armato”.

Lo strumento è frutto di uno studio che, oltre all’ateneo fiorentino, ha interessato anche il Culham Centre for Fusion Energy (Gran Bretagna), il Bauman Moscow State Technical University (Russia), il SakaechoTachikawa (Giappone) e il Franklin and Marshall College (Usa). Nel corso della manifestazione alla Royal Society è possibile sperimentare l’efficacia del dispositivo andando alla ricerca di finte mine antipersona sepolte nella sabbia. (a.l.b.)

Riferimenti: Rascan

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