Svelata l’origine delle pergamene
1Per realizzare la pergamena del Rotolo del Tempio è stata usata l’acqua del "lago salato". Lo hanno rivelato le indagini con raggi X e protoni svolte nei laboratori dell’Infn di Catania su sette frammenti del documento 11Q. La sigla nasconde il più lungo dei manoscritti del Mar Morto (66 colonne di testo) che custodisce da oltre duemila anni il codice di archiviazione che indica quale delle grotte di Qumran.
Di questo documento ora, grazie alle ricerche di un gruppo di fisici dei Laboratori Nazionali del Sud (LNS) di Catania dell’Istituto di Fisica Nucleare (Infn) guidato da Giuseppe Pappalardo, sappiamo qualcosa di più. Quelle pergamene che danno indicazioni su come costruire il tempio “perfetto” e trasmettere la legge di Dio al popolo sono state preparate non lontano dal luogo in cui cinquant’anni fa vennero scoperte. Il rapporto tra la quantità di bromo e di cromo rilevato in sette piccoli campioni, delle dimensioni medie di un centimetro quadrato, provenienti dal Shrine of the Book del Museo di Israele e dalla biblioteca della John Rylands University è infatti compatibile con quello presente nelle acque della costa nord occidentale del Mar Morto, dove la presenza di bromo è tre volte superiore a quella di qualunque altro mare. La pelle di cammello che ha ospitato i testi sacri è stata quindi con molta probabilità bagnata nelle acque del lago salato.
Il risultato è stato ottenuto in collaborazione con l’Ibam (Istituto per i beni archeologici e monumentali) - Cnr grazie a un sistema di analisi a emissioni di raggi X e particelle alfa denominato XPIXE (X-ray and Particle Induced X-ray Emission) brevettato nei laboratori di Catania. Un apparecchio portatile dell’ingombro di un bagaglio a mano che “scannerizza” i campioni e registra le emissioni di raggi X corrispondenti agli elementi chimici del frammento esaminato. Così sono stati individuati tutti i mattoni di cui è composto il campione. Per conoscere invece il rapporto tra i singoli elementi, che nel caso del Rotolo del Tempio ha fornito l’indizio risolutivo sull’origine della pergamena, si è fatto ricorso ai fasci di protoni da 1,3 MeV dell’acceleratore TANDEM dei LNS.
Del frammento 11Q e degli altri 900 documenti che hanno reso la zona di Qumran il sito archeologico più studiato del mondo restano però ancora molte cose da sapere. Se le indagini paleografiche e le analisi al carbonio 14 hanno infatti permesso una verosimile datazione dei reperti dal secondo secolo avanti Cristo fino a qualche decennio dopo, abbiamo ancora pochi dettagli sull’identità degli autori di quelle testimonianze (per lo più attribuite ai membri della setta degli Esseni) e sul luogo in cui vennero scritti i documenti.
Bisognerà aspettare qualche anno per avere delle risposte, quando cioè i ricercatori di Catania avranno concluso l’ultimo capitolo della loro ricerca: l’analisi dell’inchiostro utilizzato per la scrittura. (g.d.o)
Riferimenti: Infn-Cnr
ilizzato per la scrittura. (g.d.o) Riferimenti: Infn-Cnr
Leggi anche
Commenti lascia un commento
-
Prima di tutto non si puo` generalizzare e dire" svelata l'origine delle pergamene". Si tratta qui solo del Rotolo del Tempio, mentre in realta` esistono centinaia di testi, scritti dal periodo ellenistico fino al primo secolo p.C. Secondo : c'e` qualcosa di strano nel fatto che il Rotolo sia stato scritto su pelle di cammello. I testi sacri venivano scritti solo su pelli di animali puri (capra, pecora, vacca, ecc.) mentre il cammello e` un animale impuro secondo la Bibbia.
Lascia un commento
Oggi su Galileo
-
Ma perché le zebre sono a strisce?
1 giorno fa -
Un farmaco anticancro contro l’Alzheimer
1 giorno fa -
Concordia: le immagini dello scafo in 3D
1 giorno fa
Sondaggio
Segui Galileo su
Galileo Servizi Editoriali
Parole per la scienza
Galileo servizi editoriali è un service giornalistico che realizza inchieste per le principali testate italiane, sviluppa progetti di comunicazione per le aziende e gli enti di ricerca, produce formazione universitaria, organizza mostre, eventi, conferenze, realizza pubblicazioni su carta e siti web. vai al sito di Galileo Servizi Editoriali-
Epatite C sei in trappola
L'ESPRESSO
Epatite C sei in trappola
Colpire il virus e impedire che si diffonda nell'organismo. Una nuova classe di farmaci cambia il destino di milioni di malati
vai al sito galileoedit.it -
Giochi da primate
NATIONAL GEOGRAPHIC KIDS
Giochi da primate
I piccoli di scimpanzé giocano esattamente come i cuccioli di umani: fanno le lotte e si sfidano a ruba bandiera. E nessuno si fa mai male seriamente
(continua a leggere su National Geographic Kids n.17)
vai al sito galileoedit.it -
Quelli che il twist
L'ESPRESSO
Quelli che il twist
A Greifswald, in Germania, è stat completata la struttura base di Wendelstein 7-X: il reattore che potrebbe rappresentare il piano B nel caso in cui ITER - il più grande esperimento sulla fusione termonucleare in corso - dovesse deludere le aspettative
(continua a leggere su L'Espresso n.5)
vai al sito galileoedit.it -
Raccontare il tempo e i tempi della scienza
FESTIVAL DELLE SCIENZE
Raccontare il tempo e i tempi della scienza
Bruno Arpaia
Francesco Cavalli Sforza
Stefania Polvani
Moderatore Elisa Manacorda, Galileo
vai al sito galileoedit.it
Il tempo è una sfida per la comunicazione scientifica. Rendere conto di questa complessa variabile nel racconto della scienza è un compito che i comunicatori sono chiamati a svolgere con chiarezza e rigore, senza mancare però di affascinare e coinvolgere il pubblico. Grazie alla partecipazione di esperti di comunicazione, l’incontro punterà l’attenzione sui diversi modi in cui è possibile parlare del tempo nella scienza, a partire da tre particolari aree di interesse così da offrire il più ampio scenario possibile: la fisica, con la teoria del Big Bang; l’evoluzione, con la storia del viaggio attraverso il tempo dell’essere umano; la medicina narrativa, che usa i tempi del racconto della malattia per migliorare la condizione del paziente. -
Tempo e stress
FESTIVAL DELLE SCIENZE
Tempo e stress
Lectio Magistralis di Ronald D. Siegel
Introduce: Lorenzo Mannella, Galileo
Lo “stress” è legato alle fantasie sul futuro: anche se in un dato momento proviamo un grande disagio, non ci sentiamo molto stressati a meno di non immaginare che il disagio si protrarrà nel tempo. Tre milioni di anni fa, i nostri antenati erano in competizione con altri animali selvatici nella savana africana. Essi sopravvissero perché ereditarono una risposta di “combattimento o fuga” che li aiutava ad affrontare l’emergenza con azioni tempestive in caso di minaccia, e perché svilupparono la capacità di pensare al passato, immaginare il futuro e pianificare azioni di conseguenza. Mentre questi sistemi, presi singolarmente, contribuivano in maniera efficace al miglioramento della sopravvivenza, operando insieme sono diventati una fonte di stress continuo. Fortunatamente molte culture umane hanno finito col trovare dei modi per allenare la mente a sospendere questa costante pianificazione della sopravvivenza, astrarsi dal flusso di pensieri e assaporare il momento presente. Questa conferenza esplorerà i modi in cui la scienza moderna sta adattando queste tecniche antiche per alleviare lo stress del mondo moderno.vai al sito galileoedit.it -
La scienza fatta dal basso
LINX MAGAZINE
La scienza fatta dal basso
Dal videogioco per trovare la forma delle proteine a quello per classificare la morfologia delle galassie: con la citizen science, si gioca per contribuire alla ricerca.
(continua a leggere qui)
vai al sito galileoedit.it
