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23 Novembre 2014 | ultimo aggiornamento circa 3 ore fa
Temi ambiente, vita

Grande Fratello per animali selvatici

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di Eleonora Maria Viganò | Pubblicato il 03 Marzo 2011 09:39

Circa 202.000 foto originali della fauna selvatica raccolte in un unico sito: è questa la ricca collezione dell’Istituto Smithsonian, creata grazie al materiale proveniente da sette diversi progetti condotti dai suoi ricercatori. L’Istituto, con sede a Washington, si occupa non solo di ricerca, ma anche di educazione, con circa 19 musei diffusi negli Stati Uniti e circa 142 milioni di pezzi nelle sue collezioni. 

Per studiare gli animali e osservarli nel loro stato naturale, la presenza umana del ricercatore non crea di certo le condizioni migliori. Per questo motivo si utilizzano telecamere nascoste, situate in luoghi strategici che scattano foto e girano brevi video a distanza ravvicinata - soprattutto di animali particolari come il panda gigante in Cina e il giaguaro del Perù - grazie a  sensori sensibili al loro movimento. Il metodo non è di certo innovativo, ma la forza di questo progetto risiede nell’idea di raccogliere queste foto in un unico sito disponibile al pubblico, corredandole con informazioni utili per chi vuole conoscere gli animali. 

Entrando nel sito, la galleria può essere visitata in modi diversi: scorrendo le foto in primo piano, ciccando sull’animale scelto o sul luogo preferito, oppure entrando nell’indice analitico degli animali suddivisi per gruppo e per ordine alfabetico. Utile, poi, la possibilità di scegliere tra nome comune e nome scientifico. Si può anche optare per una visione delle foto ordinate per “progetto” e, da ultimo, alla voce “gallery” si trovano le foto in tabella, anche qui con l’opzione “gruppi” o per “progetto”. Insomma, è impossibile lasciarsi sfuggire qualcosa. Ogni sezione, esclusa la gallery, presenta un piccolo ma ben descritto apparato di informazioni sulla specie e sul progetto, una cartina geografica ne indica la provenienza e vengono specificati anche giorno e ora dello scatto. Non manca la possibilità di condivisione e commento attraverso social media come Facebook e Flickr, che permette l’uso delle foto con licenza Creative Commons per scopi non commerciali. Dalla pagina del singolo animale (a cui si accede dall’indice) si possono ricavare informazioni aggiuntive attraverso i link all’Encyclopedia of Life, all’International Union for Conservation of Nature (per stabilire quanto una specie sia in pericolo di estinzione) e, infine, alla pagina dedicata del Museo di Storia Naturale dello Smithsonian. Oltre alle foto, riportate nella loro forma originale e senza modifiche, sono presenti anche clip di più di 200 specie di mammiferi e uccelli. 

“Questo sito fornisce al pubblico un assaggio di ciò che gli scienziati vedono quando analizzano queste postazioni di rilevamento a distanza”, ha detto William McShea, biologo della fauna selvatica presso il Conservation Biology Smithsonian Institute. “Non tutte le foto sono belle, ma ogni foto contiene informazioni che possono essere utilizzate per aiutare a conservare gli animali selvatici. È davvero coinvolgente scorrere tutte queste foto in un unico sito e vedere la varietà biologica che può passare davanti a un una singola telecamera nella foresta”.

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