Violenza sulle donne, l'Onu boccia l'Italia
1L’Italia deve fare di più contro la violenza sulle donne e intervenire sulle cause strutturali della disuguaglianza di genere e della discriminazione. Il monito arriva da Rashida Manjoo, relatrice speciale dell’Onu che nei giorni scorsi ha visitato il nostro paese per esaminare da vicino la questione. E il quadro emerso, che sarà presentato in dettaglio il prossimo giugno alla 20esima sessione dello Human Rights Council di Ginevra, non fa certo onore al nostro paese, ancora troppo intriso di violenza, soprattutto domestica, e di discriminazione.
Durante la missione, la Manjoo ha fatto tappa a Roma, Milano, Bologna e Napoli e in ciascuna di queste città ha indagato in quattro contesti: l’ambito domestico, la comunità, la violenza perpetrata o condonata dallo Stato e la violenza in un contesto transnazionale. Ha visitato carceri e strutture detentive per donne e minori, case famiglia, centri anti-violenza, un campo autorizzato per la comunità Rom e Sinti e un centro di detenzione per immigrati irregolari, parlando direttamente con le donne e ascoltando le loro storie.
“Purtroppo, la violenza sulle donne resta un problema in Italia, similmente a quanto accade in molti altri paesi del mondo. Con dati statistici che vanno dal 70 all’87 per cento a seconda della fonte, la violenza domestica risulta essere la forma più pervasiva che continua a colpire le donne in tutto il paese. Il continuum della violenza tra le mura domestiche si riflette nel numero crescente delle vittime di femminicidio: dalle statistiche fornite risulta che, nel 2006, 101 donne sono state uccise dal partner, dal marito o dall'ex partner, e il dato per il 2010 è aumentato a 127”, racconta la relatrice dell’Onu nella sua prima relazione. La Majoo mette in evidenza, inoltre, le peculiarità tutte italiane che fanno da cornice al problema e che contribuiscono a creare un muro di silenzio e invisibilità: “Gran parte delle manifestazioni della violenza non viene denunciata in un contesto caratterizzato da una società patriarcale e incentrato sulla famiglia”, spiega, “La violenza domestica, inoltre, non sempre viene percepita come reato; emerge poi il tema della dipendenza economica, come pure la percezione che la risposta dello Stato a tali denunce possa non risultare appropriata o utile”.
Non va meglio alle donne Rom e Sinti e alle altre minoranze: questi gruppi affrontano forme multiple di violenza e discriminazione sia nella sfera privata sia in quella pubblica. Spesso non hanno opportunità e servizi adeguati in campo abitativo, sanitario, formativo e occupazionale e il perpetuarsi della discriminazione e della violenza nei loro confronti, a livello individuale come istituzionale, le rende reticenti a rivolgersi ai servizi sanitari, legali, sociali e di sostegno, si legge ancora nella relazione. Anche per le donne in carcere vengono segnalate la difficoltà di accesso alle opportunità di studio e lavoro e la disparità di trattamento da parte di alcuni giudici di sorveglianza nel riesame delle sentenze per la scarcerazione anticipata.
Nonostante il quadro negativo, un dato a favore dell’Italia c’è e riguarda, oltre agli interventi normativi come la promulgazione della legge sullo stalking, la grande esperienza e competenza riscontrata nella fornitura dei servizi pubblici e privati, inclusa l’assistenza legale, sociale, psicologica ed economica alle vittime della violenza contro le donne. Su questo il paese deve puntare, dedicando ancora più attenzione e risorse nella difesa e nella promozione dei diritti di donne e bambine nonostante la delicata crisi economica. Un auspicio a cui si aggiunge l’altra grande sfida, rendere effettiva la partecipazione delle donne al settore del lavoro pubblico e privato e alla sfera politica. Solo in questo modo si possono eliminare le cause della disuguaglianze e della discriminazione alla base della violenza sulle donne.
Credits immagine Onu/Trine Sejthen. Si tratta della foto vincitrice del concorso: "Not Visible"
Se vuoi aggiornamenti su Violenza sulle donne, l'Onu boccia l'Italia inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:
Leggi anche
-
Cittadine di due mondi
circa un mese fa -
Quanti pesticidi nelle acque italiane?
circa un mese fa -
Europa: ancora poche donne nella ricerca
circa un mese fa
Commenti lascia un commento
-
Ritengo che ci si debba vergognare della decisione della Corte di Cassazione, che ha eliminato l’obbligo del carcere per lo stupro di gruppo. Bisognerebbe conoscere i nomi dei componenti di tale Corte, e additarli al pubblico ludibrio. Vergogna!
Lascia un commento
Autore
Roberta Pizzolante
Giornalista pubblicista dal 2005, è laureata in Sociologia e ha un master in "Le scienze della vita nel giornalismo e nei rapporti politico-istituzionali" conseguito alla Sapienza. Fa parte della redazione di Galileo dal 2001, dove si occupa di ambiente, energia, diritti umani e questioni di rilevanza etica e sociale. Per Sapere, bimestrale di scienza, si occupa dell'editing e della ricerca iconografica. Nel corso negli anni ha svolto vari corsi di formazione e stage nell'ambito della comunicazione (Internazionale, Associated Press, ufficio stampa della Sapienza di Roma, Wwf Italia). Ha scritto per diverse testate tra cui L'espresso, Le Scienze, Mente&Cervello, Repubblica.it, La Macchina del Tempo, Ricerca e Futuro (Cnr), Campus Web, Liberazione, Il Mattino di Padova. Dal 2007 al 2009 ha curato l'agenda degli appuntamenti per il settimanale Vita non Profit.
Vai alla pagina dell'autore
Oggi su Galileo
-
La peste di Giustiniano come la Morte Nera
circa 15 ore fa -
18 maggio, torna la Notte dei Musei
1 giorno fa -
Stimolare il cervello per migliorare in matematica
1 giorno fa
Sondaggio
Segui Galileo su
Galileo Servizi Editoriali
Parole per la scienza
Galileo servizi editoriali è un service giornalistico che realizza inchieste per le principali testate italiane, sviluppa progetti di comunicazione per le aziende e gli enti di ricerca, produce formazione universitaria, organizza mostre, eventi, conferenze, realizza pubblicazioni su carta e siti web. vai al sito di Galileo Servizi Editoriali-
Tumori infantili: combattili con un calcio
L'ESPRESSO
Tumori infantili: combattili con un calcio
Dopo aver conquistato Stati Uniti, Canada e Israele, lo scorso anno è sbarvata anche a Roma, al Bambin Gesù, e oggi conta una cinquantina di iscritti in tutto il paese
(continua a leggere su L'Espresso n.20/2013)
vai al sito galileoedit.it -
Spaghetti super
L'ESPRESSO
Spaghetti super
Un'amatriciana al posto delle pillole
E ancora
Diamo una mano ai reni
(leggi su L'Espresso n.19/2013)
vai al sito galileoedit.it -
In classe come al cinema
LINX
In classe come al cinema
Comincia a diffondersi l’utilizzo di video a scopo didattico, a scuola o a casa: piccola guida alle risorse principali del Web, con qualche suggerimento per impiegarli al meglio
E ancora
Programmatori per sfere spaziali
vai al sito galileoedit.it
(leggi su Linx di aprile 2013) -
Controllare grazie alla luce
LE SCIENZE
Controllare grazie alla luce
Nata come spin-off universitario, Optosmart progetta e realizza sistemi per il monitoraggio strutturale, ambientale e industriale basati su fibra ottica
E ancora
Il materiale più leggero al mondo
(leggi su Le Scienze di maggio 2013)
vai al sito galileoedit.it -
5 maledetti e subito
L'ESPRESSO
5 maledetti e subito
Perdere qualche chilo. In fretta. E' il peccato del viver sano. Ma a volte è necessario. E si può fare. Senza danni
E ancora
Archeologia. Qui nacque l'Europa
Tecnoshop. Eleganza leggera del suono
(continua a leggere su L'Espresso n.18 del 2013)
vai al sito galileoedit.it -
Occhio al computer
L'ESPRESSO
Occhio al computer
Pc, amrtphone, tablet. Stressano la vista. Come l'invecchiamento. Ecco che fare per aggirare le insidie della tecnologia. E i laser per curarsi
E ancora
Asma. Mi curo in miniera
Polifenoli di lunga vita
Tecnoshop: Basta lo sguardo
vai al sito galileoedit.it
(continua a leggere su L'Espresso n.14/2013)
